Visualizzazione post con etichetta italia italiani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta italia italiani. Mostra tutti i post

giovedì 24 aprile 2008

CHIEDE 1.300 EURO PER MICROGUASTO, ARRIVA PS E SCENDE A 10O

(ANSA) - MILANO, 24 APR - Per riparare, tra l'altro male, un
banale guasto all' impianto elettrico di un appartamento a
Milano - un lavoro di una ventina di minuti - un tecnico ha
chiesto qualcosa come 1.300 euro senza fattura. Ma quando la
padrona di casa ha chiamato la polizia la richiesta e' scesa a
100. L'elettricista, che potrebbe essere querelato dalla
cliente, e' stato segnalato alla Guardia di Finanza.
L'episodio si e' verificato ieri: un guasto nella propria
abitazione in via degli Orti, aveva spinto Veronica D., di 67
anni, a chiamare una delle tante societa' multi-service presenti
nelle Pagine Gialle. Arrivato nell'abitazione il tecnico, un
italiano di 31 anni, che gia' aveva chiesto 50 euro per
l'uscita, ha chiesto un pagamento esorbitante: appunto 1200 euro
complessivi senza fattura o 1300 con fattura. La donna e'
rimasta piuttosto sorpresa ma ha comunque pagato la cifra
richiesta con un assegno di 1.000 euro oltre a 200 euro in
contatti. Colta dai dubbi pero' ne ha parlato con il portiere
dello stabile che le ha confermato come la richiesta fosse
spropositata e l'ha convinta a chiamare la polizia.
Di piu': l'impianto era stato pure riparato male e non
funzionava e cosi' la donna ha richiamato l'elettricista che
pero' quando e' arrivato si e' trovato di fronte gli agenti di
una pattuglia della polizia. Resosi conto del prezzo fuori
mercato, il tecnico si e' accontentato di 100 euro. Ora
l'anziana dovra' decidere se querelarlo.

lunedì 21 aprile 2008

MEDICINA: CURE PEGGIORI IN OSPEDALE PER CHI ARRIVA DI NOTTE

STUDIO USA, ASSISTENZA PIU' RAPIDA E COMPLETA IN GIORNI FERIALI
CHE IN WEEK END
Roma, 21 apr. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Un infarto in piena notte? Anche se si viene soccorsi rapidamente e portati in ospedale in tempi record, si rischia comunque
di trovarsi nel posto sbagliato e al momento sbagliato. Almeno negli
Stati Uniti, come rivela uno studio americano pubblicato su
'Circulation', che ha monitorato strutture di tutto il Paese. In
particolare, sembra che i pazienti ricoverati di giorno beneficino di
un'assistenza piu' rapida e a 360 gradi, rispetto a quelli che
arrivano di notte o nei giorni festivi. Ma, secondo i ricercatori,
queste differenze non sembrano influire sui tassi di decessi che si
verificano in ospedale.
Per capire se l'ora di arrivo del paziente in una struttura
sanitaria potesse fare la differenza, il team di Hani Jneid del
Massachussets General Hospital di Boston (Usa) ha esaminato i dati di
62.814 pazienti con attacco cardiaco, contenuti nel database
dell'American Heart Association. "Una potente fonte di ricerca, in
pratica una sorta di registro clinico nazionale aggiornato, che
include diversi tipi di ospedali, universitari e non, rurali e urbani,
di tutti gli Stati Uniti", spiega Jneid.
I ricercatori, in particolare, hanno esaminato le differenze
nell'assistenza e nei tassi di mortalita' in ospedale fra i pazienti
con infarto ricoverati nel corso della settimana, dalle 7 alle 19.00,
e quelli entrati nelle strutture di notte, nei fine settimana e nei
giorni di vacanza. Cosi' si e' visto che i secondi avevano il 7% in
meno di possibilita' di essere sottoposti ad angioplastica di
emergenza (Pci) rispetto ai primi, e il 6% di subire un altro tipo di
rivascolarizzazione di emergenza rispetto agli infartuati del turno
diurno.

venerdì 18 aprile 2008

DONNE:600 MILA SINGLE PER SCELTA,MA DOPO I 3O SCATTA PANICO

(ANSA) - ROMA, 18 APR - Single ma non troppo, e comunque fino
a una certa eta'. Se sempre piu' persone scelgono di vivere da
soli (tra questi sono 600 mila le donne sotto i 45 anni di eta')
il concetto di ''single'' rispetto agli anni '90 e' molto
cambiato. A indagare il fenomeno, consultando ricercatori e
studiosi, e' il mensile Cosmopolitan che nell'ultimo numero
pubblica un'ampia indagine sulle giovani donne single.
''Negli anni '90, periodo dell'individualismo, essere single
era uno status invidiabile. Profilo ideale: quarantenne in
carriera di successo e con potere nelle relazioni pubbliche e
private'', spiega il sociologo Francesco Morace, dell'istituto
di ricerche Furture Concept Lab. ''Con gli anni ci si e' resi
conto che single voleva dire soli e la societa' ha rivalutato le
relazioni. Oggi il concetto forte e' quello dello 'sharing',
ovvero quello della condivisione di esperienze con gli amici o
in coppia. Tuttavia non si e' tornati alla tradizione, oggi una
ragazza tra i 20 e 30 anni non cerca per forza un marito, ma
qualcuno che la capisca, che le voglia bene e con cui fare
scelte. Con l'avanzare dell'eta' pero' tutto si complica...''.
Superati i 30, pero', scatta il panico. ''Alcune ragazze,
cresciute con la convinzione di essere in una societa'
paritaria, quando si accorgono che gli uomini hanno piu' potere
e guadagnano di piu' - spiega la psicoterapeuta Ivana Castoldi -
restano deluse e tornano addirittura alla tradizione: rinunciano
pure al lavoro e scelgono la famiglia. Altre che non fanno
scelte cosi' radicali si mettono alla ricerca disperata''.

venerdì 11 aprile 2008

CONSUMI: CRESCONO GRUPPI D'ACQUISTO SOLIDALE, SONO 374

(ANSA) - MILANO, 11 APR - La spesa etica e comunitaria conquista sempre piu' consumatori: dal 2005 al 2008 i gruppi di acquisto solidale (gas) sono passati in Italia da 146 a 374 e a loro volta hanno creato sette reti. Sono almeno 25 mila le famiglie che fanno parte di un gas. I dati sono stati diffusi dagli organizzatori della fiera dedicata al consumo critico 'Fa' la cosa giusta!', che apre oggi a Fieramilanocity. I gas sono iniziative spontanee di consumatori che mettono in pratica il concetto di 'filiera corta': decidono di fare la spesa insieme direttamente dal produttore, scegliendo aziende di qualita' ma anche piu' sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale. In testa alla classifica della presenza regionale di questi gruppi di acquisto c'e' la Lombardia con 98 gas censiti (erano 30 nel 2005). A Milano ce n'e' uno per ogni quartiere. Seguono il Piemonte con 49 gruppi, la Toscana (44), l'Emilia Romagna (33), il Veneto (32), il Lazio (24) e le Marche (17). La distribuzione vede una prevalenza a Nord con il 66,3% dei gruppi, contro il 24,4% al Centro e il 10,3% al Sud. Il primo gruppo italiano e' nato nel 1994 a Fidenza (Parma) ed e' ancora attivo. Alla fiera del consumo critico sono 400 gli espositori suddivisi in 15 aree tematiche (ad esempio energie rinnovabili, bio-edilizia, cooperazione sociale, etc.) e accomunati da un' unica sfida: provare a vivere, produrre e consumare consapevolmente, unendo economia e solidarieta', qualita' dei prodotti e tutela dell'ambiente, benessere privato e collettivo. A dare l'esempio e' l'organizzazione stessa della rassegna: nei punti ristoro si potranno consumare solo prodotti biologici e provenienti dal commercio equo, le stoviglie saranno al 100% biodegradabili e l'acqua sara' esclusivamente del rubinetto.

mercoledì 9 aprile 2008

LAVORO: 81% ITALIANI DISPOSTO A STRASFERIRSI IN ALTRE CITTA' PER LAVORO

INDAGINE KELLY WORKFORCE INDEX, 67% DISPOSTO A CAMBIARE PAESE
Roma, 9 apr. (Adnkronos) - Italiani disponibilissimi a valutare opportunita' lavorative in altre citta' (81%) o Paesi stranieri (67%) e pronti a cambiare anche radicalmente lingua ed abitudini. Molto poco propensi, invece, a lunghi trasferimenti quotidiani: solo l'8% accetterebbe percorsi oltre i 60 minuti. Lo rivela l'ultimo Kelly workforce index, l'indagine condotta per verificare quanto siano disposti i lavoratori a spostarsi per trovare occupazione e realizzatada Kelly services.
Secondo quanto emerso dalla ricerca, l'atteggiamento dei lavoratori verso il pendolarismo non e' uniforme. Se ovunque e' auspicata una certa prossimita' tra ufficio e luogo di residenza, il livello di insofferenza verso la necessita' di lunghi spostamenti per raggiungere il proprio posto di lavoro varia sensibilmente da paese a paese. In Belgio, per esempio, ben il 23% degli intervistati ha dichiarato di essere disposto ad affrontare spostamenti di oltre un'ora per raggiungere l'ufficio, mentre in Italia solo l'8% del campione accetterebbe tratte quotidiane che superano i 60 minuti.
Venendo ai dati della ricerca globale, a sorpresa, la disponibilita' a cambiare citta' o Paese per ricoprire una posizione lavorativa piu' ambita, diviene per i lavoratori del nuovo millennio quasi una necessita'. Infatti, nonostante il 57% degli intervistati si auguri di continuare a vivere e lavorare nella stessa citta' fino alla pensione, ben il 75% delle persone coinvolte nel sondaggio valuterebbe la possibilita' di spostarsi per intraprendere una nuova esperienza professionale, e il 59% addirittura di emigrare all'estero. Tendenza questa, ulteriormente avvalorata dall'alta percentuale di intervistati che affermano di aver gia' cambiato citta' (42%) e Paese (21%).

martedì 8 aprile 2008

LE ITALIANE SI PIACCIONO, MA MIRANO A PROLUNGARE LA GIOVINEZZA

E' quanto emerge da un'indagine del settimanale 'Grazia'
Roma, 8 apr. (Apcom) - 'Mi piaccio'. Lo ha dichiarato il 65% delle donne che ha risposto all'inchiesta del settimanale`Grazia' dedicata al rapporto che le italiane hanno con il proprio corpo. Più del 60 per cento, infatti, considera la bellezza un piacere e non una fatica, anche se soltanto due donne su 10 uscirebbero di casa senza trucco. E secondo la maggioranza delle italiane (il 71,67%), voler prolungare la giovinezza è naturale: più di una persona su tre si farebbe un `ritocco' in sala operatoria. L'intervento di chirurgia estetica più desiderato è la liposuzione (per il 25,14%), mentre il 29,23% delle donne che hanno risposto al questionario ammette di essersi sottoposta alla rinoplastica.
Le italiane temono di più lo sguardo di una donna (61,41%): il 49,79% ammette di sentirsi inadeguata proprio dal confronto con le altre donne. Si fidano di più del giudizio del partner(42,24%) che di quello dell'amica perché - si legge in una nota -nelle altre donne sanno di trovare critiche, mentre il parere del partner è più rassicurante e consolatorio.

SPARITI 30 GATTI NERI A PISA: SATANISMO?

(AGI) - Pisa, 8 apr. - Dopo Milano, Parma e le Marche, ancora gatti neri spariti: questa volta una trentina, in diverse zone di Pisa. Le segnalazione sono arrivate (e tutte verificate) agli indirizzi internet dell'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente. I trenta casi di sparizione di gatti neri- spiega una nota - sono stati segnalati nel corso degli ultimi quindici giorni e questo lascia pensare a due possibili ipotesi: o alla presenza di qualche pseudo gruppo esoterico o satanista (ma fino ad oggi non ci sono notizie precise) o piu' facilmente a un maniaco paranoico che, in qualche modo, odia i gatti neri e li rapisce per poi ucciderli. Al momento nessuno dei gatti (tutti domestici) di cui ci e' stata fatta la segnalazione e' stato ritrovato ne' vivo ne' tantomeno morto. Questo induce a pensare che i gatti catturati vengano ammazzati magari in un'altra localita'.

venerdì 4 aprile 2008

CASSAZIONE: E' INCIVILE PARLARE AL CELLULARE MENTRE SI GUIDA

(AGI) - Roma, 4 apr. - E' un comportamento "incivile" essere alla guida di un'auto e parlare al telefonino senza utilizzare l'auricolare. La Cassazione bacchetta cosi' gli automobilisti indisciplinati, confermando la condanna di un uomo che, fermato dai carabinieri perche' sorpreso a parlare al cellulare mentre guidava, aveva risposto "con tutto quello che c'e' in giro andate a rompere i c... con queste c...". L'automobilista era dunque stato condannato per ingiuria dal giudice di pace di Codogno, la cui decisione e' stata confermata dalla Suprema Corte. I giudici della quinta sezione penale, infatti, hanno dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall'imputato, rilevando che "non e' possibile negare valenza offensiva" alla frase pronunciata dall'uomo "perche' essa denota non soltanto disprezzo per il destinatario, ma anche l'infondata accusa che i Carabinieri si dedichino ad attivita' inutili e vessatorie". Inoltre, gli 'ermellini', nella sentenza n.14311, sottolineano che "e' davvero singolare che una persona, sorpresa mentre sta violando la legge con una condotta molto pericolosa per la vita degli altri, invece di chiedere scusa per il suo incivile comportamento reagisca in modo non solo inurbano ma anche offensivo per chi sta soltanto facendo il proprio dovere per assicurare il rispetto della legge".

giovedì 3 aprile 2008

SENATO: SABATO PROSSIMO APERTO AL PUBBLICO

(9Colonne) Roma, 3 apr - Sabato prossimo Palazzo Madama, sede del Senato dellaRepubblica, sarà aperto al pubblico dalle ore 10 alle ore 18. L'ingresso è inPiazza S. Luigi. La visita - organizzata in gruppi di 20 persone - seguirà il seguente percorso: sala Maccari, salone Italia, sala Risorgimento, sala della firma, sala dello Struzzo, sala Pannini, sala Postergali, Tribune. Le visite saranno effettuate ogni 20 minuti e dureranno 45 minuti. Per i portatori di handicap sarà disponibile un apposito servizio di accompagnamento.

venerdì 28 marzo 2008

AGROALIMENTARE: LA PASTASCIUTTA AL 1* POSTO PREFERENZE ITALIANI

(ASCA) - Taormina, 28 mar - Italiani e pastasciutta, un
binomio inscindibile, indistruttibile. E' quanto emerge da
una ricerca condotta dalla Gpf su un campione di 2.500
persone e illustrata a Taormina, nell'ambito del Forum
'Futuro Fertile', organizzato dalla Confagricoltura.
Non sale pero' solo la pastasciutta, lo fanno anche il
riso e le zuppe. Il pane rimane costante mentre calano pizza
e focaccia; non meglio il pesce e i crostacei a fronte invece
di una crescita della carne, specie quella di manzo e
vitello.
Dalla ricerca emerge un vero e proprio ''borsino'' dei
cibi preferiti da parte dei consumatori del Belpaese negli
ultimi anni: e' cosi' che si scopre che la pastasciutta, sia
essa di semola che di uovo, e' al primo posto nella ''hit
parade'' degli italiani, con il 46,9% delle preferenze nel
2007 e in crescita sul 37,9% del 2005.
Consensi anche per le lasagne e le varie tipologia di
pasta ripiena che, pero', nel biennio di riferimento,
registrano un leggero arretramento, passando dal 15,3% al
14,2%. Restando tra i primi piatti bene anche il riso, a
quota 5% e in aumento sul 3,4% della precedente rilevazione,
e le zuppe (2,5% contro 1,9%). Costante il pane con una media
dell'1,5% mentre ''crollano'' pizza e focacce passate dal
14,1% delle preferenze nel 2005 all'8,7% nei due anni
successivi. In calo anche gli insaccati (1,2% a fronte del
2,1%), le verdure e i legumi (1,9% contro il 3,2%) e,
soprattutto, il pesce e i crostacei che, in due anni, hanno
perso quote passando dal 7,4% al 5,6%. In crescita invece le
carni che si attestano al 6,1% contro il 4,8% del passato.

martedì 25 marzo 2008

RAVE. I RAGAZZI? 2 SU 3 USANO DROGHE, IL 33% GUIDA DOPO ALCOL

STUDIO OSSERVATORIO DIPENDENZE EMILIA ROMAGNA
(DIRE) Roma, 25 mar. - Due su tre fanno uso di droghe, almeno una volta al mese. Il 65% consuma haschisch e marijuana, il 24% si e' fatto di cocaina, il 5% di eroina. Non mancano extasy, speed e ketamina (il 3%). Eccoli i giovani dei rave party, cosi' come li descrive uno dei pochi studi socio-sanitari condotti in Italia. A firmarlo, nel 2004, l'Osservatorio epidemiologico metropolitano dipendenze patologiche del Servizio sanitario regionale dell'Emilia Romagna. L'indagine e' stata realizzata sulla base di interviste effettuate ai partecipanti della 'Street rave parade', l'iniziativa musicale anti-proibizionista organizzata dai centri sociali e da diverse associazioni giovanili. Il dato generale che conferma la routine tipica dei rave e' che oltre il 70% dei ragazzi intervistati ha dichiarato di aver fatto uso di stupefacenti nell'ultimo mese. Non solo: il 33% ha detto di aver guidato dopo aver bevuto alcolici, il 28% di aver assunto piu' sostanze, e il 56% ha consumato alcol e stupefacenti contemporaneamente.

PROSCIUTTI: FINALMENTE PARMA E SAN DANIELE NEI NEGOZI CINESI

(AGI) - Milano, 20 mar - Dopo nove mesi di tentativi, finalmente i primi Prosciutti di Parma sono effettivamente arrivati nei negozi cinesi: l'ultima spedizione pilota ha infatti superato le barriere burocratiche che ancora si frapponevano all'effettiva entrata di questo capolavoro del made in Italy alimentare in Cina. Viva soddisfazione e' stata manifestata da parte di Francesco Pizzagalli, Presidente ASS.I.CA., l' associazione Industriali delle Carni che,nell'ambito della Confindustria, rappresenta le imprese di macellazione e trasformazione delle carni suine. Appena tornato dalla Cina Pizzagalli ha dichiarato: "Con l'espletamento di tutti gli ultimi adempimenti burocratici, si apre finalmente per i nostri Prosciutti crudi di Parma e di San Daniele, la stagione dell'export verso uno dei mercati piu' interessanti dell'Asia e pieno di prospettive di sviluppo per il nostro settore. Nel sottolineare la nostra azione di coordinamento e propulsione nel corso degli ultimi 6 anni, vogliamo nuovamente esprimere uno speciale ringraziamento a tutte le autorita' che hanno reso possibile questo straordinario risultato. Inoltre voglio sottolineare che il successo ottenuto corona una strategia associativa che ha permesso, collaborando intensamente con i Consorzi di Parma e San Daniele, di far interagire le diverse componenti istituzionali per l'ottenimento di un obiettivo di primaria valenza strategica per lo sviluppo futuro del nostro settore." Sara' adesso fondamentale promuovere la conoscenza di questo prodotto che, per i consumatori cinesi e', senza dubbio, "esotico". Tuttavia, il termine Prosciutto in cinese esiste gia' e significa "coscia asciugata al vento". Questo e' un fattore di grande apprezzamento per un popolo la cui lingua non si basa sulle lettere dell'alfabeto per formare delle parole, ma su ideogrammi che esprimono idee e concetti. Ai cinesi, inoltre, piace il fatto che il prosciutto sia un pezzo intero, perche' ne riconoscono subito la parte anatomica. Pur essendo un mercato dall'enorme potenziale, 1.200.000.000 abitanti, la Cina rappresenta un mercato interessante per i nostri Prosciutti crudi stagionati (Parma e San Daniele) soprattutto attraverso il canale HO.RE.CA legato alla Ristorazione e agli Alberghi. I cinesi, infatti, sono abituati a mangiare carne cotta ma non stagionata; occorrera' dunque tempo per educarli al gusto dei nostri salumi. Il target principale all'inizio sara' rappresentato, quindi, dalla forte presenza di rappresentanti istituzionali, funzionari e manager stranieri nelle due citta' piu' popolate: Pechino e Shanghai. Solo a Shanghai, ad esempio, (tra cinesi e occidentali) si calcola che vivano oltre 20 milioni di persone con reddito medio di 5.500 Euro al mese. E' ragionevole, ipotizzare quindi, che entro i primi 3 anni, il valore dell'export dei Prosciutti crudi di Parma e San Daniele, possa oscillare tra i 20 e i 30 milioni di Euro. Questo collocherebbe la Cina al 7° posto nella classifica dei Paesi dove esportiamo i Prosciutti crudi, superando il Giappone e la Svizzera.

martedì 18 marzo 2008

LIBRI: SONDAGGIO, 6 ITALIANI SU 10 NON LEGGONO

PREFERITI I ROMANZI (35%), SEGUITI DA GIALLI (14%) E SAGGI (10%)
Milano, 18 mar. (Adnkronos) - In Italia scarseggiano i lettori di libri. Lo conferma un sondaggio su scala nazionale realizzato da Telesurvey, storica azienda milanese di Contact center e Servizi integrati. La societa', nei giorni scorsi, ha effettuato 200 interviste telefoniche, allo scopo di conoscere le abitudini degli italiani in merito alla lettura dei libri.
Il risultato e' stato sorprendente perche' il 57% del campione ha dichiarato di non leggere assolutamente libri. A questa attivita' si dedica soltanto il 43% degli intervistati, di cui l'11% legge ogni anno in media 1 o 2 libri, il 9% tra 5 e 10 libri e soltanto il 7% oltre 11 libri. Il 70% di chi legge lo fa durante tutto l'anno, il 17%preferisce dedicarsi alla lettura quando e' in vacanza e l'11% quando ha tempo utile per farlo. Il genere preferito sono i romanzi (35%), seguiti dai libri di avventura (14%), gialli/thriller/horror (14%), saggi e biografie (10%), classici italiani e stranieri (10%). Soltantoil 2% del campione sceglie pubblicazioni che riguardano poesia e teatro.

giovedì 13 marzo 2008

PSICOLOGIA:SENTIMENTI IN CENTIMETRI, BASSI INVIDIOSI E GELOSI

(ANSA) - ROMA, 13 MAR - L'invidia e la gelosia si misura in centimetri. Infatti sia per lui che per lei e' l'altezza a segnare quanto saranno invidiosi degli altri, con gli uomini bassi che sembrano essere i piu' gelosi dei 'rivali' piu' alti di loro. E' quanto evidenziato in uno studio delle universita' di Groningen e Valencia, pubblicato sulla rivista Evolution and Human Behaviour e reso noto da New Scientist. Diretto da Karlijn Massar, lo studio ha coinvolto 549 persone e misurato i loro sentimenti di invidia e gelosia verso persone dello stesso sesso. E' emerso che i piu' invidiosi sono i maschi di bassa statura, che probabilmente sentono l''inferiorita'' fisica con i 'rivali' piu' alti, di solito piu' attraenti. Invece per le donne e' diverso, le meno gelose sono quelle di media statura, e secondo Massar, cio' e' spiegabile da un punto di vista evolutivo: da precedenti studi e' emerso infatti che le donne di media statura sono piu' attraenti ed hanno un successo riproduttivo maggiore delle 'stanghe' e delle donne basse che risultano infatti piu' invidiose. Lo studio suggerisce che l'altezza ha importanti conseguenze psicologiche, concludono gli esperti, ma di certo la statura non e' l'unico fattore a influenzare la nostra invidia verso gli altri.

martedì 11 marzo 2008

ITALIANI PIGRI: SOLO 1 SU 7 COMBATTE LA SEDENTARIETA'

Più 'oziosi' gli over 50 e le donne a tutte le età
Roma, 11 mar. (Apcom) - Gli italiani sono pigri, solo un adulto
su sette merita la sufficienza se giudicato per la sua capacità o
meno di combattere la sedentarietà.
Lo dicono i dati sell'Osservatorio Grana Padano in collaborazione
con i medici di medicina generale e pediatri di libera scelta
aderenti alla Federazione italiana medici pediatri e alla Società
italiana di medicina generale. Gli esperti hanno registrato il
numero di ore al giorno dedicate al pc, alla tv e ai giochi
elettronici, tutti indici che misurano il livello di
sedentarietà e di converso il tempo trascorso in attività
motoria.
I risultati indicano che la sedentarietà, già prevalente nelle
prime decadi dell'età adulta, peggiora ulteriormente dai 50 anni
in poi, età nella quale solo una persona su quattro è fisicamente
attiva. Più pigre e sedentarie sono le donne, a tutte le età. La
media del tempo che un adulto trascorre davanti a uno schermo è
circa 2 ore al giorno, e qui i più indulgenti sono i maschi dai
50 anni in su.
Gli adulti fanno poco attività fisica, quindi, e solo il 15%
raggiunge il minimo di benessere motorio consigliato - anche per
la prevenzione delle malattie cardiovascolari - di tre volte la
settimana. I più 'attivi' e attenti al loro stile motorio sono
gli ex-fumatori, mentre i fumatori conquistano anche la palma dei
più sedentari.
La grande maggioranza, uomini e donne, dichiara di non fare
alcuna seduta di attività motoria; la media a settimana negli
uomini supera a stento l'unità, mentre le donne se se stanno
oziosamente al di sotto. Il record negativo del tempo trascorso
in attività sedentarie è dei maschi sedentari over 50, che
trascorrono in media quasi due ore e mezza al giorno davanti allo
schermo, mentre le femmine sedentarie nella stessa fascia di età
ne trascorrono in media 40 minuti in meno al giorno.
Un'ultima curiosità: molte donne over 50 in realtà si definiscono
fisicamente molto attive, ma l'indice di sedentarietà le
tradisce: trascorrono, infatti, molto più tempo ferme e di media
oltre 2 ore al giorno davanti alla televisione.

venerdì 7 marzo 2008

8 MARZO: MIN.SALUTE, 84 ANNI ASPETTATIVA VITA DONNE (+6 SU UOMINI)

(ASCA) - Roma, 7 mar - L'aspettativa di vita delle donne ha
raggiunto 84 anni (6 anni in piu' rispetto agli uomini): e'
quanto si legge nel Rapporto redatto dalla commissione salute
delle donnne redatto in occasione dell'8 marzo.
Le donne affette da almeno una malattia cronica grave sono
il 12,1 %: la disabilita' femminile e' circa il doppio di
quella maschile (6,12% contro 3,32% maschile).
Il consumo di farmaci nelle donne cresce al crescere
dell'eta': 43,7 % per tutte le eta' (75% tra 65-74 anni; 86,2
% in quella di 75 ed oltre).

giovedì 6 marzo 2008

8 MARZO: DA DEMOLIZIONE A TIR, LAVORO DONNA ROMPE STEREOTIPI

(ANSA) - MILANO, 6 MAR - Un demolitore su 15 e' donna, ma
anche un gestore di armerie su due, mentre le donne entrano in
bottega come calzolaie o siedono al volante di un Tir. Sono
sempre di piu', poi, le signore che guidano un taxi o che fanno
la guardia del corpo di mestiere in un Paese che, secondo la
Camera di commercio di Milano che ha condotto un'apposita
ricerca, sta ribaltando gli schemi tradizionali della divisione
dei ruoli di lavoro tra uomini e donne.
Secondo l'Ente camerale il 49,8% dei gestori di armerie e'
donna, cosi' come il 29,6% dei gestori di impianti ed attivita'
sportive ed il 24,7% dei magazzinieri. Ma appartiene al gentil
sesso anche il 19,9% dei gestori di autoscuole, sfatando il
proverbio ''donne al volante pericolo costante'', e il 18,2% di
chi indossa la tuta da benzinaio, mentre scende al 12,4% la
percentuale di investigatrici, vigilanti e guardie del corpo e
all'8,1% quella di calzolaie. Sono donne anche il 6,3% dei
gestori di attivita' di demolizione e di trivellazione, mentre
scende al 5,7% la quota rosa tra i padroncini attivi nel
trasporto su strada e al 5,3% quella relativa ai tassisti.
Secondo la Camera di commercio di Milano, che indica nel
design (42%) , nella ricerca e sviluppo (31%) e nell'informatica
(23,1%) i settori di maggior concentrazione di donne, se si
considerano tutte le tipologie di imprese, l'esercito delle
imprenditrici italiane e' di 1,2 milioni di unita' ed e' pari
ad 1/4 dell'intero mondo imprenditoriale italiano.
Osservando l'Italia regione per regione, si scopre poi che la
diffusione delle attivita' e' assai varia, con il 12% di imprese
femminili nell'agricoltura in Sicilia e il 51% nei servizi
idrici, mentre in Lombardia le imprenditrici edili sono il 15%,
quelle attive nel settore del legno il 18% e nella produzione di
metalli il 37%, tra cui la candidata in pectore alla guida di
Confindustria Emma Marcegaglia. In Toscana prevale la
silvicoltura (14% donne) e in Campania l'industria alimentare
(12%), insieme alla produzione di energia elettrica e gas (16%),
mentre in Piemonte il 23% degli imprenditori nel settore auto e'
donna.
Nella tabella, la percentuale di donne attive nei settori
d'impresa tradizionalmente piu' legati alla figura maschile.
Settore imprenditrici
- Armerie 49,8%
- Impianti e attivita' sportive 29,6%
- Magazzinaggio 24,7%
- Autoscuole 19,9%
- Carburanti 18,2%
- Vigilanza e investigazione 12,4%
- Riparazione calzature 8,1%
- Demolizione e trivellazione 6,3%
- Trasporto merci su strada 5,7%
- Trasporto taxi 5,3%

venerdì 29 febbraio 2008

CONIUGI MILANESI LASCIANO TUTTO IN EREDITA'AGLI ANIMALI

COPPIA OTTUAGENARIA NON SOPPORTA I PARENTI MA ADORA CANI E GATTI
(ANSA) - MILANO, 29 FEB - Marito e moglie, anziana coppia
milanese: lui 84 anni, lei 85, niente figli. Agli animali, cani
e gatti soprattutto, hanno sempre voluto un bene immenso, e
quando si e' trattato di cominciare a pensare al 'dopo', non
hanno avuto dubbi: visto che non sopportano i parenti, tutto
quello che hanno andra' in eredita' ai loro beniamini a quattro
zampe.
L'idea e' venuta a Francesco Russo, pensionato con un
passato da impiegato alla Pirelli, dopo aver saputo di alcune
iniziative promosse dal Comune in difesa degli animali. E sua
moglie Elettra Albanese, 85 anni, ha pienamente condiviso la
scelta. I risparmi di una vita e il modesto appartamento in cui
vivono verra' lasciato in eredita' all' Ufficio del Garante per
la Tutela degli animali del Comune di Milano.
''Non mi sembrava vero che stessero realizzando quello che ho
sempre pensato andasse fatto per gli animali - ha detto
l'anziano pensionato -. Cosi' sono andato a presentarmi
all'Ufficio e ho annunciato qual era la mia intenzione''.
Sulla somma da donare, il signor Russo mantiene il massimo
riserbo. ''Non ero certo un dirigente alla Pirelli, ma ho
lavorato per 35 anni e ho anche la pensione di guerra - dice -.
In piu' c'e' l'appartamento. Insomma non saranno miliardi,
pero'...''.
Al momento i coniugi non hanno messo nero su bianco le ultime
volonta', ma stanno per farlo, e Francesco Russo appare
irremovibile. Guai a chi mette in dubbio che la decisione possa
essere stata dettata anche dalla mancanza di figli. Marito e
moglie vengono entrambi da famiglie numerose, e di parenti ai
quali eventualmente lasciare l'eredita' ne hanno fin troppi.
''In casa eravamo otto fratelli e io ho dieci nipoti, ma per me
possono pure morire di fame - tuona il signor Russo -. Non li ho
mai sopportati. E mia moglie lo stesso. Non ho stima ne' fiducia
per il genere umano''.
Nemmeno verso le associazioni animaliste private, ''perche'
ora ci sono ora no, mentre le istituzioni danno una maggiore
garanzia'', precisa Francesco Russo, che attualmente con la
moglie si coccola in casa tre gatti.
''Una cosa cosi' non mi e' mai capitata - ammette Gianluca
Comazzi, il Garante per la Tutela degli Animali che vuole
proporre per il signor Russo un riconoscimento cittadino -. Sono
felicissimo della fiducia che ci dimostra, segno che quando si
lavora bene, i cittadini lo capiscono''.
E' bene pero' che il Comune abbia molta pazienza, perche'
prima di morire, sentenzia il signor Russo, di tempo ne passera'
ancora parecchio. ''Gli ultracentenari sono tutti amanti degli
animali - spiega -. Non lo dico io, ma uno scienziato che ha
studiato le cellule cerebrali scoprendo che il vezzeggiare le
bestiole fa bene al sistema ormonale e al cervello. La mia eta'
anagrafica e' 84 anni, ma quella biologica direi che e' molto,
molto meno''.
Tutto merito di quella passione che si porta come scritta nel
suo Dna da quando era giovane e che, in un certo senso, ha
determinato le scelte piu' importanti della sua vita. ''Per me
era un principio sin da ragazzo: quando mi sposero' - conclude,
devo trovare una come me. Io e mia moglie ci siamo conosciuti
portando a spasso i cani e finiremo con i cani. Altrimenti non
l'avrei sposata''.

IMPRESE: SOLO 36% DIRIGENTI APPLICA LA MERITOCRAZIA

Roma 29 feb. - (Adnkronos) - Il merito: un principio da tutti
celebrato, almeno a livello teorico. D'altronde chi, con un minimo di
moralita', non sosterrebbe il suo indiscusso valore e l'assoluta
positivita' della sua applicazione? Ma passando dalla teoria alla
pratica e analizzando la questione piu' da vicino, il quadro che
emerge e' tutt'altro che omogeneo. Anzi, solo il 36% dei manager
italiani lo applica incodizionatamente. A confermarlo e' la stessa
classe dirigente italiana, interrogata nell'ambito di una recente
indagine che Federmanager e Fondirigenti hanno realizzato coinvolgendo
752 soggetti su tutto il territorio nazionale tra imprenditori,
manager d'industria, consulenti aziendali, dirigenti della Pubblica
Amministrazione, docenti universitari, politici e
giornalisti.L'indagine e' stata presentata oggi a Roma, nell'ambito
dell'VIII Meeting nazionale dei Giovani Dirigenti Federmanager dal
titolo ''Il merito in Italia: un valore dimenticato?''.
Il principio del merito richiama la netta adesione degli
intervistati, anche per un comprensibile pudore ad esprimere
contrarieta': il 91% si dichiara favorevole, in linea generale, a tale
principio. Tale atteggiamento positivo comincia a mostrare i primi
distinguo quando si passa a valutazioni indirette: il 41% ritiene
difficile trovare criteri che permettano di misurare ed applicare in
modo oggettivo il principio del merito.
Emerge inoltre una prevalente sfiducia sulla volonta' delle
persone di applicare il principio del merito alla propria categoria:
solo il 36% sostiene la necessita' di una sua applicazione
incondizionata, il resto degli intervistati, invece, pone condizioni
all'applicazione del principio del merito: la considerazione delle
diverse situazioni di partenza, aspetto sottolineato in particolare
dai politici, oppure la garanzia preliminare di un minimo di
protezione, maggiormente sostenuta nel mondo accademico.

giovedì 28 febbraio 2008

VANNO IN OSPEDALE PER UNA VISITA, MA MEDICO LI PRENDE A PUGNI

(AGI) - Bergamo, 28 feb. - E' andato in ospedale per una
visita, e si e' trovato un medico che gli ha rivolto insulti,
sputi e calci. E' finita con una denuncia quella che sembrava
una normale visita di controllo all'ospedale di Alzano
(Bergamo).
Vittima un anziano di 73 anni che, accompagnato da un
volontario della casa di riposo che lo ospita, e' andato a
farsi controllare gli occhi. Il medico oculista gli ha rivolto
un trattamento sorprendente fin dall'inizio: prima ha
cominciato ad apostrofarlo con termini volgari, proseguendo con
insulti e offese. E quando il volontario ha deciso di lasciar
perdere e andarsene, il medico gli ha sputato in faccia. Nel
caos generale, il volontario ha chiesto comunque al dottore di
"metter giu' due righe di referto medico", ottenendo
letteralmente due righe su un foglio. Il volontario ha perso la
pazienza e gli ha gridato: "ma cosa sta facendo?". Qui si e'
scatenata la furia dell'oculista che ha buttato a terra
l'anziano e lo ha preso a calci, mentre al volontario gli ha
rifilato un pugno. L'infermiera nel frattempo era andata a
chiamare aiuto e in ambulatorio sono arrivati i dipendenti
dell'ospedale insieme al direttore sanitario che ha riportato
la calma. Ma mentre andavano via l'anziano e il volontario si
sono sentiti ripetere altri insulti mescolati a minacce. I due
sono andati subito dai carabinieri per presentare denuncia.