(ANSA) - MILANO, 7 LUG - Anni fa, per abbattere i costi di
una dentiera, troppo onerosa in Italia, era di moda recarsi in
Olanda: non solo si risparmiava nel costo dell'intervento, ma ci
stava dentro anche il viaggio aereo e la visita turistica di
Amsterdam. Oggi c'e' chi propone il Sudafrica, abbinando l'
intervento chirurgico a un mitico safari. Lo fa notare Pasquale
Spinelli, presidente della Federazione delle Societa' Medico
Scientifiche (FISMI), aprendo il convegno 'Low cost in sanita':
e' un risparmio?'.
Forse, andare fino in Sudafrica per un intervento chirurgico,
non conviene propriamente al portafoglio, ma e' un fatto che la
moda del ''nomadismo sanitario'', come la chiama Spinelli puo'
avere anche risvolti propriamente turistici. Basta infatti
collegarsi a 'www.surgeon-and-safari.co.za' e compare una pagina
che offre pacchetti chirurgico-turistici tutto compreso, con
preventivi personalizzati, sotto l' ammiccante titolo 'Privacy
in Paradise'.
Pazienti (probabilmente facoltosi) vengono invitati a
esplorare l'opportunita' di far coincidere il tempo dell'
intervento di chirurgia plastica ricostruttiva (dall'aumento del
seno alla rinoplastica), odontoiatrica (dal filling all'
implantologia), oftalmica (dalla cataratta al laser ad eccimeri)
o ortopedica, con un emozionante safari. Diversi gli itinerari,
diversi i prezzi. Ma c'e' la possibilita' di avere un pacchetto
personalizzato, comprensivo del trasporto aereo e del tipo di
soggiorno, in ospedale e nella foresta.
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lunedì 7 luglio 2008
lunedì 9 giugno 2008
FUMO. CHI SMETTE QUANDO VUOLE, CHI NO: IL PERCHÈ È NEI GENI
RISULTATI RICERCA USA
(DIRE) Roma, 9 giu. - Perche' per alcune persone smettere di
fumare e' un impegno gravoso, ma con possibilita' di successo,
mentre altri passano di tentativo in tentativo senza riuscire a
dire addio alle 'bionde'?. Una ricerca realizzata in associazione
da studiosi statunitensi per far luce sulle cause di questa
evidente, ma incomprensibile circostanza, e' pubblicata su
Archives of General Psichiatry.
I 'twin studies', ovvero gli studi che devono evidenziare il
ruolo delle cause ambientali e genetiche sul comportamento,
mostrano una evidente ereditarieta' della capacita' di smettere
di fumare, nella quale risulta implicata la componente genetica
della dipendenza alle sostanze stupefacenti. I ricercatori hanno
cercato l'associazione di piu' di due genomi studiando soggetti
che avevano raggiunto e mantenuto l'astinenza e soggetti che
avevano fallito, provenienti da tre centri per la cura della
dipendenza dal fumo nei quali era stata usata una terapia
sostitutiva della nicotina, il bupropione e un placebo.
I risultati indicano che le varianti geniche correlate con il
successo nell'interruzione del fumo sono verosimilmente adatte a
modificare l'adesione cellulare e aggiustare le funzioni
enzimatiche e strutturali del Dna, dell'Rna e delle proteine.
Questi geni mostrano una lieve sovrapposizione con i geni
identificati negli studi della dipendenza da sostanze e della
memoria. Sono state, inoltre, identificate le varianti genetiche
che influenzano la risposta alla terapia con bupropione o con i
sostituti della nicotina.
In conclusione gli studiosi ritengono che la genetica
molecolare possa aiutare a coniugare il tipo e l'intensita' del
trattamento anti-fumo ai fumatori che possono con maggiore
probabilita' trarre vantaggio da essi.
(DIRE) Roma, 9 giu. - Perche' per alcune persone smettere di
fumare e' un impegno gravoso, ma con possibilita' di successo,
mentre altri passano di tentativo in tentativo senza riuscire a
dire addio alle 'bionde'?. Una ricerca realizzata in associazione
da studiosi statunitensi per far luce sulle cause di questa
evidente, ma incomprensibile circostanza, e' pubblicata su
Archives of General Psichiatry.
I 'twin studies', ovvero gli studi che devono evidenziare il
ruolo delle cause ambientali e genetiche sul comportamento,
mostrano una evidente ereditarieta' della capacita' di smettere
di fumare, nella quale risulta implicata la componente genetica
della dipendenza alle sostanze stupefacenti. I ricercatori hanno
cercato l'associazione di piu' di due genomi studiando soggetti
che avevano raggiunto e mantenuto l'astinenza e soggetti che
avevano fallito, provenienti da tre centri per la cura della
dipendenza dal fumo nei quali era stata usata una terapia
sostitutiva della nicotina, il bupropione e un placebo.
I risultati indicano che le varianti geniche correlate con il
successo nell'interruzione del fumo sono verosimilmente adatte a
modificare l'adesione cellulare e aggiustare le funzioni
enzimatiche e strutturali del Dna, dell'Rna e delle proteine.
Questi geni mostrano una lieve sovrapposizione con i geni
identificati negli studi della dipendenza da sostanze e della
memoria. Sono state, inoltre, identificate le varianti genetiche
che influenzano la risposta alla terapia con bupropione o con i
sostituti della nicotina.
In conclusione gli studiosi ritengono che la genetica
molecolare possa aiutare a coniugare il tipo e l'intensita' del
trattamento anti-fumo ai fumatori che possono con maggiore
probabilita' trarre vantaggio da essi.
venerdì 6 giugno 2008
SALUTE: INFRADITO SOTTO ACCUSA, TRENDY E COMODE MA FANNO MALE AI PIEDI
ESPERTI USA, INDOSSARLE SOLO PER BREVI PERIODI
Roma, 6 giu. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Sono trendy, comode
e se ne possono acquistare di tutti i colori, dato che costano poco.
Ma la passione per le infradito, pronte a monopolizzare di nuovo le
mise estive di donne e uomini, puo' nuocere a piedi, caviglie e gambe.
Parola dei ricercatori della Auburn University in Alabama (Usa), che
hanno studiato come queste calzature estive possano alterare i
movimenti degli arti inferiori fino a far insorgere seri dolori e
problemi alle articolazioni. Il loro consiglio e' dunque quello di
indossarle il meno possibile, magari per i tragitti casa-spiaggia o
poco piu'. Mai, dunque, sceglierle per lunghe camminate o ostinarsi a
portarle per tutto il giorno.
Gli esperti - che hanno illustrato i risultati dei loro lavori
durante il congresso dell'American College of Sports Medicine di
Indianapolis - hanno testato l'effetto biomeccanico delle 'flip-flop'
su piedi e caviglie facendole indossare a una ventina di studenti
universitari, messi poi a confronto con altrettanti coetanei abituati
a portare solo scarpe da ginnastica chiuse. Le analisi effettuate
attraverso una speciale piattaforma e riprese video hanno messo in
evidenza che le persone abituate a camminare con le infradito sono
costrette a fare passi piu' corti del normale, ad appoggiare i talloni
per terra, esercitando una minore forza verticale rispetto a chi usa
scarpe sportive, e a limitare il movimento delle dita, che sono
costrette a rimanere aderenti alla gomma delle flip-flop. Tutto questo
si traduce in una andatura forzatamente 'frenata' e in tensioni
muscolo-scheletriche a livello di piedi, caviglie e gambe.
Roma, 6 giu. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Sono trendy, comode
e se ne possono acquistare di tutti i colori, dato che costano poco.
Ma la passione per le infradito, pronte a monopolizzare di nuovo le
mise estive di donne e uomini, puo' nuocere a piedi, caviglie e gambe.
Parola dei ricercatori della Auburn University in Alabama (Usa), che
hanno studiato come queste calzature estive possano alterare i
movimenti degli arti inferiori fino a far insorgere seri dolori e
problemi alle articolazioni. Il loro consiglio e' dunque quello di
indossarle il meno possibile, magari per i tragitti casa-spiaggia o
poco piu'. Mai, dunque, sceglierle per lunghe camminate o ostinarsi a
portarle per tutto il giorno.
Gli esperti - che hanno illustrato i risultati dei loro lavori
durante il congresso dell'American College of Sports Medicine di
Indianapolis - hanno testato l'effetto biomeccanico delle 'flip-flop'
su piedi e caviglie facendole indossare a una ventina di studenti
universitari, messi poi a confronto con altrettanti coetanei abituati
a portare solo scarpe da ginnastica chiuse. Le analisi effettuate
attraverso una speciale piattaforma e riprese video hanno messo in
evidenza che le persone abituate a camminare con le infradito sono
costrette a fare passi piu' corti del normale, ad appoggiare i talloni
per terra, esercitando una minore forza verticale rispetto a chi usa
scarpe sportive, e a limitare il movimento delle dita, che sono
costrette a rimanere aderenti alla gomma delle flip-flop. Tutto questo
si traduce in una andatura forzatamente 'frenata' e in tensioni
muscolo-scheletriche a livello di piedi, caviglie e gambe.
SALUTE: PASSIONE PER VIP E DIVI MIGLIORA L'AUTOSTIMA
LO STUDIO, SEGUIRE VICENDE DI CELEBRITA' PUO' AVERE EFFETTI
BENEFICI
Roma, 6 giu. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Altro che
chiacchiere da parrucchiere: la gossip-mania puo' far bene alla
salute. Seguire con passione le vicende delle celebrita' del cuore,
tra amori, matrimoni e bebe' in arrivo, puo' avere degli effetti
benefici per i la psiche dei fan. E aiutare molte persone, specie
quelle con una bassa autostima, a vedersi con occhi diversi. A
promuovere la mania per le celebrita' e' un nuovo studio, pubblicato
su 'Personal Relationship' dal team di Jaye Derrick e Shira Gabriel
dell'Universita' di Buffalo(Usa). Secondo la ricerca non ci sono
dubbi: le relazioni 'parasociali' - quelle che si instaurano seguendo
le vicende dei divi del cuore - possono costituire una sana valvola di
sfogo per chi ha difficolta' nei rapporti reali.
Non solo. Le persone con una bassa autostima possono 'sfruttare'
la passione per le celebrita', per sentirsi a loro volta piu' vicine
agli ideali che vorrebbero raggiungere, migliorando l'idea che hanno
di se'. Per saperne di piu', i ricercatori hanno condotto tre diversi
studi su circa un centinaio di studenti universitari. Obiettivo,
stabilire la relazione tra autostima, relazioni parasociali e
discrepanze nella personalita'. Le giovani 'cavie' hanno dovuto
indicare il proprio divo preferito e descriverlo in un saggio a finale
aperto. Tutte, poi, sono state sottoposte a un test standard per
valutare il livello di autostima.
BENEFICI
Roma, 6 giu. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Altro che
chiacchiere da parrucchiere: la gossip-mania puo' far bene alla
salute. Seguire con passione le vicende delle celebrita' del cuore,
tra amori, matrimoni e bebe' in arrivo, puo' avere degli effetti
benefici per i la psiche dei fan. E aiutare molte persone, specie
quelle con una bassa autostima, a vedersi con occhi diversi. A
promuovere la mania per le celebrita' e' un nuovo studio, pubblicato
su 'Personal Relationship' dal team di Jaye Derrick e Shira Gabriel
dell'Universita' di Buffalo(Usa). Secondo la ricerca non ci sono
dubbi: le relazioni 'parasociali' - quelle che si instaurano seguendo
le vicende dei divi del cuore - possono costituire una sana valvola di
sfogo per chi ha difficolta' nei rapporti reali.
Non solo. Le persone con una bassa autostima possono 'sfruttare'
la passione per le celebrita', per sentirsi a loro volta piu' vicine
agli ideali che vorrebbero raggiungere, migliorando l'idea che hanno
di se'. Per saperne di piu', i ricercatori hanno condotto tre diversi
studi su circa un centinaio di studenti universitari. Obiettivo,
stabilire la relazione tra autostima, relazioni parasociali e
discrepanze nella personalita'. Le giovani 'cavie' hanno dovuto
indicare il proprio divo preferito e descriverlo in un saggio a finale
aperto. Tutte, poi, sono state sottoposte a un test standard per
valutare il livello di autostima.
lunedì 26 maggio 2008
SANITA': ANORESSIA, RESPONSABILITA' ORA RICADE SUL PADRE
(ANSA) - TORINO, 26 MAG - Un padre immaturo, assente e
incapace di gestire il rapporto con la figlia. E' l'identikit
del nuovo responsabile di anoressia e bulimia, delineato dagli
studi condotti dal Centro pilota per la cura dei disturbi
alimentari dell'ospedale Molinette di Torino, presentati oggi
nel corso di un convegno.
L'equipe diretta da Secondo Fassino, docente di psichiatria
dell'Universita' di Torino, ribalta cosi' la convinzione che
anoressia e bulimia nascano dal cattivo rapporto tra le giovani
donne e le loro madri. ''In realta' - spiega Fassino - nostri
studi sulla personalita' dei genitori hanno messo in evidenza la
vulnerabilita' temperamentale dei padri e non delle madri''.
Il difetto, dunque, risiederebbe nel ruolo padre-figlia,
laddove la figura genitoriale maschile non riesce a trasmettere
alla ragazza stima in se stessa. Questa nuova interpretazione
della genesi dei disturbi alimentari rivaluta il ruolo della
madre, che risulta ansiosa e conflittuale nel rapporto con la
figlia perche' costretta a sopperire alle mancanze del padre,
del quale in qualche modo assume il ruolo.
Lo studio, che aggiorna una precedente ricerca del 2002, e'
in corso di pubblicazione sulla rivista scientifica
''Comprehensive Psychiatry''.
incapace di gestire il rapporto con la figlia. E' l'identikit
del nuovo responsabile di anoressia e bulimia, delineato dagli
studi condotti dal Centro pilota per la cura dei disturbi
alimentari dell'ospedale Molinette di Torino, presentati oggi
nel corso di un convegno.
L'equipe diretta da Secondo Fassino, docente di psichiatria
dell'Universita' di Torino, ribalta cosi' la convinzione che
anoressia e bulimia nascano dal cattivo rapporto tra le giovani
donne e le loro madri. ''In realta' - spiega Fassino - nostri
studi sulla personalita' dei genitori hanno messo in evidenza la
vulnerabilita' temperamentale dei padri e non delle madri''.
Il difetto, dunque, risiederebbe nel ruolo padre-figlia,
laddove la figura genitoriale maschile non riesce a trasmettere
alla ragazza stima in se stessa. Questa nuova interpretazione
della genesi dei disturbi alimentari rivaluta il ruolo della
madre, che risulta ansiosa e conflittuale nel rapporto con la
figlia perche' costretta a sopperire alle mancanze del padre,
del quale in qualche modo assume il ruolo.
Lo studio, che aggiorna una precedente ricerca del 2002, e'
in corso di pubblicazione sulla rivista scientifica
''Comprehensive Psychiatry''.
SALUTE: LO STUDIO, DAL CACAO SPERANZE PER DIABETICI
TEST SU 41 PERSONE, BIBITA RICCA DI FLAVONOLI RIPRISTINA SALUTE
VASI
Roma, 26 mag. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - In una tazza di cioccolato fumante la speranza di una cura golosa e salva-arterie per i malati di diabete di tipo 2. Piacere impossibile fino a oggi per questi pazienti, il cacao secondo nuove ricerche potrebbe celare inattesi effetti benefici. Da uno studio tedesco pubblicato sul 'Journal of the American College of
Cardiology', infatti, emerge che nei diabetici che hanno bevuto una
speciale bibita ricca di flavonoli di cacao per un mese, la funzione
dei vasi e' passata da gravemente problematica a normale. Tutto merito
- secondo gli studiosi - dei flavonoli, composti di origine vegetale
che si trovano anche in te', vino rosso e alcuni vegetali, ma anche
'chiave' dell'effetto benefico del cacao.
Nel caso delle 'cavie umane', inoltre, l'effetto positivo
sarebbe stato analogo a quello osservato con l'impiego di alcuni
comuni farmaci per il diabete, scrivono gli autori. Dunque forse e' il
caso di pensare a un medicinale innovativo e goloso per tenere alla
larga le malattie cardiovascolari, prima causa di morte nei diabetici.
"I trattamenti medici, da soli, spesso non bastano per prevenire le
complicanze del diabete associate ad aterosclerosi e malattie
cardiovascolari - spiega Malte Kelm dell'University Hospital Aachen
(di Aachen, in Germania) - I medici dovrebbero aumentare l'attenzione
nei confronti di modifiche dello stile di vita, ma anche di nuovi
approcci per cercare di contrastare i rischi cardiovascolari associati
al diabete".
Per lo studio il team di Kelm ha prima testato la possibilita'
di ricorrere a cacao ricco di flavonoli per migliorare la salute
cardiovascolare su un piccolo gruppo di pazienti. Il tutto osservando
in tre diversi giorni l'effetto di bevande al cioccolato (con varie
quantita' di flavonoli) sulla funzionalita' dei vasi di 10 persone con
diabete di tipo 2 stabile.
VASI
Roma, 26 mag. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - In una tazza di cioccolato fumante la speranza di una cura golosa e salva-arterie per i malati di diabete di tipo 2. Piacere impossibile fino a oggi per questi pazienti, il cacao secondo nuove ricerche potrebbe celare inattesi effetti benefici. Da uno studio tedesco pubblicato sul 'Journal of the American College of
Cardiology', infatti, emerge che nei diabetici che hanno bevuto una
speciale bibita ricca di flavonoli di cacao per un mese, la funzione
dei vasi e' passata da gravemente problematica a normale. Tutto merito
- secondo gli studiosi - dei flavonoli, composti di origine vegetale
che si trovano anche in te', vino rosso e alcuni vegetali, ma anche
'chiave' dell'effetto benefico del cacao.
Nel caso delle 'cavie umane', inoltre, l'effetto positivo
sarebbe stato analogo a quello osservato con l'impiego di alcuni
comuni farmaci per il diabete, scrivono gli autori. Dunque forse e' il
caso di pensare a un medicinale innovativo e goloso per tenere alla
larga le malattie cardiovascolari, prima causa di morte nei diabetici.
"I trattamenti medici, da soli, spesso non bastano per prevenire le
complicanze del diabete associate ad aterosclerosi e malattie
cardiovascolari - spiega Malte Kelm dell'University Hospital Aachen
(di Aachen, in Germania) - I medici dovrebbero aumentare l'attenzione
nei confronti di modifiche dello stile di vita, ma anche di nuovi
approcci per cercare di contrastare i rischi cardiovascolari associati
al diabete".
Per lo studio il team di Kelm ha prima testato la possibilita'
di ricorrere a cacao ricco di flavonoli per migliorare la salute
cardiovascolare su un piccolo gruppo di pazienti. Il tutto osservando
in tre diversi giorni l'effetto di bevande al cioccolato (con varie
quantita' di flavonoli) sulla funzionalita' dei vasi di 10 persone con
diabete di tipo 2 stabile.
lunedì 28 aprile 2008
FARMACI: DALLE FORMICHE LA CURA CONTRO ARTRITE ED EPATITE
(AGI) - Washington, 28 apr. - Le formiche potrebbero contenere
una cura contro l'artrite, l'epatite e altre malattie. A
sostenerlo e' un gruppo di ricercatori dell'Universita' di Hong
Kong in una ricerca pubblicata sulla rivista 'Journal of
Natural Products'. I ricercatori hanno analizzato in una
particolare specie di formica cinese, la 'Polyrhacis
lamellidens', almeno due dei principi attivi antinfiammatori.
Si tratta di due polichetidi, una famiglia di sostanze trovate
anche in funghi e piante i cui 'parenti' sono gia' noti per le
loro proprieta' medicinali. Le formiche sono usate in Cina come
cibo e per curare numerose patologie gia' da migliaia di anni.
E a quanto pare non sono gli unici animali ad avere proprieta'
curative. Qualche settimana fa una ricerca americana ha
scoperto ad esempio che una proteina trovata nel sangue degli
alligatori ha ottime proprieta' antibiotiche. Proprio alla
necessita' di proteggere gli animali anche come fonte di
scoperte sara' dedicato un libro, in uscita a maggio, firmato
da 100 fra i maggiori naturalisti mondiali.
una cura contro l'artrite, l'epatite e altre malattie. A
sostenerlo e' un gruppo di ricercatori dell'Universita' di Hong
Kong in una ricerca pubblicata sulla rivista 'Journal of
Natural Products'. I ricercatori hanno analizzato in una
particolare specie di formica cinese, la 'Polyrhacis
lamellidens', almeno due dei principi attivi antinfiammatori.
Si tratta di due polichetidi, una famiglia di sostanze trovate
anche in funghi e piante i cui 'parenti' sono gia' noti per le
loro proprieta' medicinali. Le formiche sono usate in Cina come
cibo e per curare numerose patologie gia' da migliaia di anni.
E a quanto pare non sono gli unici animali ad avere proprieta'
curative. Qualche settimana fa una ricerca americana ha
scoperto ad esempio che una proteina trovata nel sangue degli
alligatori ha ottime proprieta' antibiotiche. Proprio alla
necessita' di proteggere gli animali anche come fonte di
scoperte sara' dedicato un libro, in uscita a maggio, firmato
da 100 fra i maggiori naturalisti mondiali.
GB/ NASCE BARRA DI CIOCCOLATO CONTRO LE MALATTIE DI CUORE
Ricca di flavonoidi, sarà testata su un gruppo di volontari
Roma, 27 apr. (Apcom) - Un gruppo di ricercatori britannici
dell'Università di East Anglia ha messo a punto una barretta di
cioccolato ricca di flavonoidi, i componenti naturali del cacao
che proteggono le arterie del cuore. La speranza è che il nuovo
prodotto possa rivelarsi una delle "medicine" più efficaci contro
le malattie cardiovascolari, insieme ai farmaci a base di
statine, le sostanze di nuova generazione che riducono il
colesterolo.
Per provarne l'efficacia, la nuova cioccolata sarà testata su
dei volontari a cominciare da un gruppo di donne diabetiche,
riporta l'edizione online del Daily Express. Il cacao contiene
alti livelli di flavonoidi, sostanze fortemente antiossidanti, ma
nel processo di trasformazione in cioccolato spesso questi
componenti si disperdono e con essi gli effetti benefici che ne
derivano.
Roma, 27 apr. (Apcom) - Un gruppo di ricercatori britannici
dell'Università di East Anglia ha messo a punto una barretta di
cioccolato ricca di flavonoidi, i componenti naturali del cacao
che proteggono le arterie del cuore. La speranza è che il nuovo
prodotto possa rivelarsi una delle "medicine" più efficaci contro
le malattie cardiovascolari, insieme ai farmaci a base di
statine, le sostanze di nuova generazione che riducono il
colesterolo.
Per provarne l'efficacia, la nuova cioccolata sarà testata su
dei volontari a cominciare da un gruppo di donne diabetiche,
riporta l'edizione online del Daily Express. Il cacao contiene
alti livelli di flavonoidi, sostanze fortemente antiossidanti, ma
nel processo di trasformazione in cioccolato spesso questi
componenti si disperdono e con essi gli effetti benefici che ne
derivano.
martedì 22 aprile 2008
SALUTE: PER PIC-NIC DI PRIMAVERA ATTENTI A ZECCHE E CIBI AL SOLE
Barcellona, 22 apr. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Primavera,
tempo di pic-nic. Complici i 'ponti' delle festivita' in arrivo, molti
italiani si riverseranno su prati di campagna o di montagna alla
ricerca di una boccata d'aria pura. Ma quella che vuole essere una
salutare sortita nella natura potrebbe trasformarsi in una giornata
poco piacevole.
''Le zecche che vivono tra l'erba incolta e i cibi conservati
male sono i possibili guastafeste in agguato'', spiega all'ADNKRONOS
SALUTE il microbiologo dell'universita' di Verona Giuseppe Cornaglia,
presidente della Societa' europea di microbiologia clinica e malattie
infettive (Escmid), riunita a Barcellona per il suo congresso annuale.
''Per ridurre al minimo i rischi di venire punti da questi insetti -
dice - e' bene non avventurarsi tra le erbacce con troppi centimetri
di pelle scoperta. E, prima di sedersi a terra, stendere una coperta
che - precisa - ha la funzione importante di isolarci da possibili
incontri fastidiosi, e non di farci stare piu' comodi''.
Le zecche sono portatrici di numerose malattie, ricorda
l'esperto italiano, tra cui la richeziosi. ''Senza pensare a patologie
gravi, le altre sono comunque poco piacevoli, e si risolvono con la
febbre''. Un'altra precauzione di cui tener conto, prosegue Cornaglia,
''e' che la coperta usata per sedersi sul prato, al termine del
pic-nic, deve essere riposta a parte e mandata a lavare. E mai e poi
mai essere usata per coprire il proprio figlio che schiaccia un
pisolino sul sedile posteriore lungo la via del ritorno a casa''.
tempo di pic-nic. Complici i 'ponti' delle festivita' in arrivo, molti
italiani si riverseranno su prati di campagna o di montagna alla
ricerca di una boccata d'aria pura. Ma quella che vuole essere una
salutare sortita nella natura potrebbe trasformarsi in una giornata
poco piacevole.
''Le zecche che vivono tra l'erba incolta e i cibi conservati
male sono i possibili guastafeste in agguato'', spiega all'ADNKRONOS
SALUTE il microbiologo dell'universita' di Verona Giuseppe Cornaglia,
presidente della Societa' europea di microbiologia clinica e malattie
infettive (Escmid), riunita a Barcellona per il suo congresso annuale.
''Per ridurre al minimo i rischi di venire punti da questi insetti -
dice - e' bene non avventurarsi tra le erbacce con troppi centimetri
di pelle scoperta. E, prima di sedersi a terra, stendere una coperta
che - precisa - ha la funzione importante di isolarci da possibili
incontri fastidiosi, e non di farci stare piu' comodi''.
Le zecche sono portatrici di numerose malattie, ricorda
l'esperto italiano, tra cui la richeziosi. ''Senza pensare a patologie
gravi, le altre sono comunque poco piacevoli, e si risolvono con la
febbre''. Un'altra precauzione di cui tener conto, prosegue Cornaglia,
''e' che la coperta usata per sedersi sul prato, al termine del
pic-nic, deve essere riposta a parte e mandata a lavare. E mai e poi
mai essere usata per coprire il proprio figlio che schiaccia un
pisolino sul sedile posteriore lungo la via del ritorno a casa''.
SANITA': CREATO GEL PER INSULINA DIRETTAMENTE NELL'INTESTINO
(Agi) - Washington, 22 apr. - Ricercatori dell'Universita' del
Texas di Austin sono riusciti a mettere a punto un composto
chimico sotto forma di gel che riesce a resistere ai succhi
gastrici. Questo permetterebbe di utilizzare la nuova sostanza
come veicolo a lento rilascio di farmaci come l'insulina la cui
somministrazione invece non puo' prescindere dall'iniezione.
Almeno queste sono le conclusioni di un articolo pubblicato su
Biomacromolecules. "Una delle principali difficolta' nella
terapia del diabete di tipo 1 - ha spiegato l'autore della
ricerca, Nicholas Peppas - e' legata al fatto che l'insulina
deve essere somministrata per via di iniezione piu' volte al
giorno e per anni ricercatori e compagnie farmaceutiche hanno
provato a trovare un metodo alternativo di somministrazione.
Trovare un sistema che riesca a superare tutti gli ostacoli
sarebbe un vero e proprio Santo Graal". I ricercatori hanno
messo a punto il nuovo composto sfruttando le nanoparticelle di
due distinti polimeri. Combinate insieme le due sostanze
formano un gel che e' in grado di avvolgere la molecola di
insulina e di proteggerla dall'azione dei succhi gastrici. Una
volta pero' a contatto con un ambiente meno acido dello stomaco
e cioe' nell'intestino, il gel e' in grado di cambiare la sua
composizione e di permettere dunque il rilascio
dell'insulina.
Texas di Austin sono riusciti a mettere a punto un composto
chimico sotto forma di gel che riesce a resistere ai succhi
gastrici. Questo permetterebbe di utilizzare la nuova sostanza
come veicolo a lento rilascio di farmaci come l'insulina la cui
somministrazione invece non puo' prescindere dall'iniezione.
Almeno queste sono le conclusioni di un articolo pubblicato su
Biomacromolecules. "Una delle principali difficolta' nella
terapia del diabete di tipo 1 - ha spiegato l'autore della
ricerca, Nicholas Peppas - e' legata al fatto che l'insulina
deve essere somministrata per via di iniezione piu' volte al
giorno e per anni ricercatori e compagnie farmaceutiche hanno
provato a trovare un metodo alternativo di somministrazione.
Trovare un sistema che riesca a superare tutti gli ostacoli
sarebbe un vero e proprio Santo Graal". I ricercatori hanno
messo a punto il nuovo composto sfruttando le nanoparticelle di
due distinti polimeri. Combinate insieme le due sostanze
formano un gel che e' in grado di avvolgere la molecola di
insulina e di proteggerla dall'azione dei succhi gastrici. Una
volta pero' a contatto con un ambiente meno acido dello stomaco
e cioe' nell'intestino, il gel e' in grado di cambiare la sua
composizione e di permettere dunque il rilascio
dell'insulina.
lunedì 21 aprile 2008
SALUTE: RISCHIO EPIDEMIE CON IL CANE SUL LETTO O IN CUCINA
(AGI) - Londra, 21 apr. - Attenzione a Fido: consentire al cane
di dormire sul letto, e lasciarlo bazzicare la cucina, puo'
avere conseguenze molto gravi: la trasmissione di virus
animale-uomo, proprio come successo per la Sars o la Blu
Tongue, che potenzialmente potrebbe persino portare a una vera
epidemia. L'allarme viene dal capo dei veterinari inglesi Fred
Landeg, che dalle colonne del Times mette in guardia dal
rischio di trasmissione delle malattie dagli animali domestici.
La gente, ha sottolineato Landeg, deve essere consapevole che
le nuove malattie possono colpire anche questi ultimi, e non
solo gli animali da fattoria. "Quando si guarda a nuove
malattie emergenti - ha spiegato il veterinario - molte sono
trasmissibili dagli animali all'uomo. Si pensi alla Sars, che
proveniva dagli animali, o al virus Hendra, proveniente dai
pipistrelli. Come veterinario devo invitare le persone a tenere
i cani lontani dalla loro camera da letto". Avere troppa
confidenza con Fido, insomma, puo' essere fatale. Oltre alle
salmonelle e al Campylobacter, il migliore amico dell'uomo puo'
trasmettere anche il "superbatterio" Mrsa, lo Stagiloccocco
aureo che resiste agli antibiotici ed e' responsabile solo in
Inghilterra di oltre 200.000 infezioni l'anno, molte delle
quali fatali. E secondo l'Universita'di Liverpool il 10 per
cento dei cani domestici e' portatore del Mrsa. La stessa
ricerca fotografa una realta' preoccupante: il 42 per cento dei
cani domestici dorme in cucina e il 79 per cento consuma i suoi
pasti in cucina.
di dormire sul letto, e lasciarlo bazzicare la cucina, puo'
avere conseguenze molto gravi: la trasmissione di virus
animale-uomo, proprio come successo per la Sars o la Blu
Tongue, che potenzialmente potrebbe persino portare a una vera
epidemia. L'allarme viene dal capo dei veterinari inglesi Fred
Landeg, che dalle colonne del Times mette in guardia dal
rischio di trasmissione delle malattie dagli animali domestici.
La gente, ha sottolineato Landeg, deve essere consapevole che
le nuove malattie possono colpire anche questi ultimi, e non
solo gli animali da fattoria. "Quando si guarda a nuove
malattie emergenti - ha spiegato il veterinario - molte sono
trasmissibili dagli animali all'uomo. Si pensi alla Sars, che
proveniva dagli animali, o al virus Hendra, proveniente dai
pipistrelli. Come veterinario devo invitare le persone a tenere
i cani lontani dalla loro camera da letto". Avere troppa
confidenza con Fido, insomma, puo' essere fatale. Oltre alle
salmonelle e al Campylobacter, il migliore amico dell'uomo puo'
trasmettere anche il "superbatterio" Mrsa, lo Stagiloccocco
aureo che resiste agli antibiotici ed e' responsabile solo in
Inghilterra di oltre 200.000 infezioni l'anno, molte delle
quali fatali. E secondo l'Universita'di Liverpool il 10 per
cento dei cani domestici e' portatore del Mrsa. La stessa
ricerca fotografa una realta' preoccupante: il 42 per cento dei
cani domestici dorme in cucina e il 79 per cento consuma i suoi
pasti in cucina.
giovedì 10 aprile 2008
SALUTE: IL PODOLOGO BOCCIA MODA 'SCARPE DI MARIA ANTONIETTA'
ZEPPE A ROCCHETTO ULTIMO TREND FEMMINILE MA CASSAFORTI RISCHIOSE PER I PIEDI
Roma, 10 apr. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Zeppe vertiginose e dalle forme geometriche piu' insolite, con tacchi scolpiti 'a rocchetto' bocciate dal podologo. Le scarpe ispirate a Maria Antonietta, viste ai piedi delle modelle nelle ultime sfilate, non piacciono a Mauro Montesi, presidente dell'Associazione italiana podologi.
"Sono all'ultima moda, ma in realta' si tratta di calzature 'cassaforte', rischiose per piedi e caviglie. L'errore poi - dice l'esperto all'ADNKRONOS SALUTE, alla vigilia del XXIII Congresso nazionale di Podologia - e' salire sui tacchi fin dalla mattina. Portare calzature alla moda solo la sera o magari per una cena va bene, ma costringere il piede in una posizione innaturale per tutto il giorno regalera' callosita', vesciche e dolori".
"Non bisogna dimenticare che le scarpe alla moda", dagli stiletti alle punte, "sono la prima causa di deformazioni del piede - assicura Montesi - In questo caso, faremmo bene a guardare i turisti che vengono a visitare il nostro Paese: macinano chilometri tra parchi e musei, indossando scarpe che a noi sembrano orrende, ma che sono studiate - conclude - per camminare bene per tutto il giorno".
Roma, 10 apr. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Zeppe vertiginose e dalle forme geometriche piu' insolite, con tacchi scolpiti 'a rocchetto' bocciate dal podologo. Le scarpe ispirate a Maria Antonietta, viste ai piedi delle modelle nelle ultime sfilate, non piacciono a Mauro Montesi, presidente dell'Associazione italiana podologi.
"Sono all'ultima moda, ma in realta' si tratta di calzature 'cassaforte', rischiose per piedi e caviglie. L'errore poi - dice l'esperto all'ADNKRONOS SALUTE, alla vigilia del XXIII Congresso nazionale di Podologia - e' salire sui tacchi fin dalla mattina. Portare calzature alla moda solo la sera o magari per una cena va bene, ma costringere il piede in una posizione innaturale per tutto il giorno regalera' callosita', vesciche e dolori".
"Non bisogna dimenticare che le scarpe alla moda", dagli stiletti alle punte, "sono la prima causa di deformazioni del piede - assicura Montesi - In questo caso, faremmo bene a guardare i turisti che vengono a visitare il nostro Paese: macinano chilometri tra parchi e musei, indossando scarpe che a noi sembrano orrende, ma che sono studiate - conclude - per camminare bene per tutto il giorno".
mercoledì 9 aprile 2008
SALUTE: ESPERTO, VIDEOGIOCHI CAUSANO DANNI ALLA SCHIENA
(AGI) - Roma, 9 apr. - Trascorrere troppo tempo ai videgiochi puo' avere ripercussioni sulla postura e provocare danni, anche seri, a muscoli e colonna verticale. Le categorie piu' a rischio sono quelle di bambini e adolescenti: abusando dei videogame si tende ad assumere una posizione innaturale che puo' causare problemi, soprattutto nelle fasi della crescita. A lanciare l'allarme e' Alessandro Beraldi, odontoiatra di Milano specializzato in Posturologia e Gnatologia clinica e consulente del reparto di Posturologia Sportiva dell'Universita' Bicocca."Il 40% dei miei pazienti posturali ha meno di diciotto anni e, tra questi, una percentuale sempre maggiore si rivolge a me peri danni da videogioco: nel 10% dei casi il videogioco e' fattore primario, in un altro 25% i videogiochi, il computer, la televisione, la vita sedentaria in generale sono un cofattore di assoluta importanza". La situazione riscontrata rispecchia quanto si sta verificando a livello nazionale: secondo una recente indagine dell'Istat (dicembre 2007) sono sempre di piu' i ragazzi nell'eta' della crescita che si appassionano ai giochi elettronici. Il 71% delle famiglie con almeno un minorenne possiede il personal computer, senza contare chi usa consolle diverse. Si stima che bambini e ragazzi che usano il pc siano quasi tre milioni, con un picco di utilizzo tra i 15 e i 19 anni (oltre il 77). Per quanto riguarda le attivita' praticate, si registra un incremento significativo di chi lo usa per giocare o scaricare giochi, immagini, musica (dal 32,3% del 2006 al 39,9% del 2007). Il collegamento al web per questi utilizzi e' particolarmente diffuso tra le persone tra i 6 e i 24 anni (oltre il 57%). Ma combattere mostri e guerre virtuali, guidare macchine e vincere campionati stando rigorosamente seduti davanti a un monitor, porta ad assumere una posizione caratteristica e facilmente riconoscibile: testa protesa, iperlordosi (ossia un'eccessivacurvatura) del collo e mandibola indietro. "A lungo andare - spiega Beraldi - questo comportamento cronicizza le alterazioni della curvatura della colonna, provoca dolori muscolari, e' causa di problemi di occlusione della bocca. Per questo e' importante correggere i disturbi con degli attivatori che modifichino lo schema posturale ed occlusale, aiutando anche ad educare alla respirazione". La terapia, che e' piuttosto impegnativa in quanto prevede un comportamento attivo del paziente, secondo gli esperti e' risolutiva, ed e' vivamente consigliata per i ragazzi: fino a 10 anni, si ottengono risultati definitivi in breve tempo (sei mesi), mentre piu' siva avanti con l'eta' piu' i tempi si dilatano. Quando il processo di crescita finisce, invece, i benefici, anche se evidenti, possono essere solo parziali e spesso gli adulti devono accontentarsi di un bite, terapia veloce e non faticosa, che si limita pero' a tamponare il danno posturale.
martedì 8 aprile 2008
CERVELLO: A VOLTE CREATIVITA' SINTOMO DI PATOLOGIA
MOLTI ARTISTI CON PROBLEMI CEREBRALI, MA POCHE PROVE CORRELAZIONE (ANSA) - ROMA, 8 APR - Qualche volta i sintomi delle malattie che colpiscono il cervello possono essere inaspettati, come se l'attivita' dei neuroni potesse compensare le perdite. E' il caso, descritto da un articolo sulla rivista Brain e ripreso dal New York Times e dalla rivista New Scientist, di Ann Adams, una matematica canadese che, affetta da una rara patologia cerebrale, ha sviluppato nei suoi ultimi anni di vita un grande talento per la pittura. Un caso che fa pensare a quello che sembra un luogo comune, cioe' che gli artisti siano tutti almeno un po' pazzi. Il caso e' stato seguito da Bruce Miller, neurologo dell'universita' di San Francisco che ha poi scritto l'articolo scientifico. Ann Adams, che e' morta lo scorso anno, aveva un'afasia progressiva primaria, un disturbo progressivo che ha diverse manifestazioni. Nel caso della pittrice, che per dieci anni si e' sottoposta ad analisi del cervello, l'area frontale sinistra si e' progressivamente atrofizzata, causando una perdita del linguaggio, ma di contro l'area posreriore destra, quella che regola i processi visivi e spaziali si e' rafforzata. Sin dalle prime avvisaglie della malattia Ann Adams ha sviluppato una propensione fortissima per la pittura, di cui un esempio e' il quadro 'Unravelling Bolero', che rappresenta una trasposizione visiva dell'opera di Ravel, il quale si crede essere stato vittima anche lui della stessa malattia. ''Il lobo frontale, quello intaccato dalla malattia, e' quello che filtra tutti i comportamenti - spiega Gabriele Miceli presidente dell'Academy of Aphasia, associazione internazionale dei maggiori esperti di disturbi del linguaggio - quindi tutte le patologie che lo alterano fanno venire meno il controllo esercitato.In questo caso l'afasia potrebbe aver 'liberato' delle capacita' altrimenti controllate dal lobo temporale''. L'associazione tra arte e problemi cerebrali e' spesso suggerita dalle biografie degli artisti, ma non ci sono in realta' prove scientifiche che a un particolare talento corrispondano determinati problemi:''Il cervello controlla tutte le azioni dell'uomo - confermaMiceli, che e' anche docente di Neurologia presso il CIMeC Centro Interdipartimentale Mente Cervello dell'università di Trento - quello che e' possibile e' che negli artisti l'area del cervello specifica sia effettivamente piu' sviluppata, e che imparinopoi a incanalare nelle opere questa maggiore capacita', ma dire che la malattia influenza l'arte e' azzardato''. Tra i pochi studi scientifici che hanno indagato su questo tema ce n'e' uno pubblicato dalla rivista Psychological reports nel 1999 secondo cui fra gli artisti c'e' un maggiore tasso di suicidi, che riguarda soprattutto i poeti (2,6%, contro lo 0,7% dei pittori). Per il resto ci sono cronache e aneddoti, ma nessuna conferma sperimentale:''La stessa diagnosi di Ravel e' stata fatta a posteriori, anche se e' plausibile - conferma Miceli - altri aneddoti riguardano ad esempio Donizetti, che sosteneva che le migliori melodie gli venivano in mente durante gli attacchi di emicrania, il che forse voleva dire che in quei momenti l'area del cervello specifica aveva un maggiore afflusso di sangue. Anche di Van gogh qualcuno afferma che avesse un'epilessia temporale, ma nessuno lo ha mai verificato scientificamente''.
SALUTE: PSICOLOGA SU USO TELEFONINI IN VOLO, DIVENTEREMO POPOLO DI DEPRESSI
DIPENDENZA DA CELLULARE PER COPRIRE LE NOSTRE ANSIE
Roma, 8 apr. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - "Ora che i telefonini si potranno usare anche sugli aerei, arriveremo prima a essere un popolo di depressi e infelici". Parola di Paola Vinciguerra, psicoterapeuta e presidente dell'Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico) e Direttore dell'Unita' operativa attacchi di panico della Clinica Paideia di Roma, che commenta il via libera dell'Unione europea ai cellulari in volo.
"La dipendenza dal telefonino e' ormai diventata totale - afferma la Vinciguerra - e questo atteggiamento spiega cosa ci sta accadendo. Oggi l'uomo si serve di strumenti, come il cellulare appunto, con la convinzione di poter tenere sotto controllo la realta' che lo circonda, la famiglia, il lavoro. Ma e' solo un'illusione. Utilizziamo telefonino e Internet per coprire le nostre ansie".
Telefonate e messaggini come via "per scappare dalla nostra ansia e da noi stessi. Ora lo possiamo fare anche a tremila metri di altezza, ma questa evoluzione nel campo della tecnologia - continua l'esperta - deve far riflettere, e deve essere letta come un colpo negativo per la nostra psiche. La dipendenza da un qualsiasi oggetto, situazione, persona, non e' mai positiva, non rivela un atteggiamento salutare. Da una mia analisi eseguita circa un anno fa tra 500 pazienti, abbiamo visto che almeno la meta' soffriva di attacchi di panico, disturbi legati anche al rapporto di dipendenza dal telefonino".
Roma, 8 apr. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - "Ora che i telefonini si potranno usare anche sugli aerei, arriveremo prima a essere un popolo di depressi e infelici". Parola di Paola Vinciguerra, psicoterapeuta e presidente dell'Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico) e Direttore dell'Unita' operativa attacchi di panico della Clinica Paideia di Roma, che commenta il via libera dell'Unione europea ai cellulari in volo.
"La dipendenza dal telefonino e' ormai diventata totale - afferma la Vinciguerra - e questo atteggiamento spiega cosa ci sta accadendo. Oggi l'uomo si serve di strumenti, come il cellulare appunto, con la convinzione di poter tenere sotto controllo la realta' che lo circonda, la famiglia, il lavoro. Ma e' solo un'illusione. Utilizziamo telefonino e Internet per coprire le nostre ansie".
Telefonate e messaggini come via "per scappare dalla nostra ansia e da noi stessi. Ora lo possiamo fare anche a tremila metri di altezza, ma questa evoluzione nel campo della tecnologia - continua l'esperta - deve far riflettere, e deve essere letta come un colpo negativo per la nostra psiche. La dipendenza da un qualsiasi oggetto, situazione, persona, non e' mai positiva, non rivela un atteggiamento salutare. Da una mia analisi eseguita circa un anno fa tra 500 pazienti, abbiamo visto che almeno la meta' soffriva di attacchi di panico, disturbi legati anche al rapporto di dipendenza dal telefonino".
SALUTE: DIOSSINA IN LATTE MATERNO,DENUNCIA A PROCURA TARANTO
(ANSA) - TARANTO, 8 APR - Il pediatra Giuseppe Merico, presidente dell'Associazione di volontariato 'Bambini contro l'inquinamento' di Taranto, ha presentato alla procura della Repubblica una denuncia per i risultati delle analisi fatte eseguire al Laboratorio Inca di Lecce, che hanno rilevato una concentrazione di diossina e pcb (policlorobifenili) superiore di circa 25 volte la dose tollerabile giornaliera stabilita dall'Organizzazione mondiale della sanita' in tre campioni di latte materno di altrettante donne residenti a Taranto, nella frazione cittadina di Lama e nel comune di Crispiano. Nella denuncia, il pediatra chiede di accertare se vi siano pericoli per la popolazione e di verificare eventuali responsabilita'. La magistratura aveva gia' avviato un'inchiesta sulle emissioni di diossina e pcb prodotti dalle grandi industrie esistenti a Taranto, ipotizzando il reato di disastro colposo, dopo la conferma da parte dell'Istituto Zooprofilattico di Teramo di presenza di diossina e pcb in due campioni di latte fatti prelevare, dopo una denuncia di Peacelink, dal Dipartimento di prevenzione dell'Ausl in una delle aziende zootecniche locali sottoposte a controllo. Successivamente, sono stati compiute altre analisi che hanno dato risultati positivi per altre due aziende. Sono quattro quelle sottoposte a fermo sanitario fino a questo momento.
giovedì 3 aprile 2008
SANITA': NEL LAZIO 35MILA NUOVI CASI DI TUMORE L'ANNO, PRONTA RETE ONCOLOGICA
COGNETTI, DIPARTIMENTI TERRITORIALI PER CURE PIU' VELOCI
Roma, 3 apr. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Le malattie oncologiche mettono in ginocchio il Lazio: almeno 35 mila nuovi casi diagnosticati e 15 mila decessi ogni anno. Sono solo alcuni numeri dell'incidenza dei tumori maligni nel Lazio, diffusi oggi all'Ifo di Roma durante la presentazione della nuova rete oncologica regionale, un progetto affidato dalla Regione Lazio a Lazio sanita' - Agenzia di sanita' pubblica (Asp) con il supporto dell'Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma. Il progetto, illustrato oggi, sara' presentato ufficialmente la settimana prossima alla Giunta regionale e all'Assessorato alla sanita' laziale.
L'assistenza ospedaliera ai malati oncologici del Lazio e' moltodispersa, circa 60 istituti hanno piu' di 200 ricoveri all'anno. La sola eccezione e' rappresentata dai tumori in eta' pediatrica, dove solo tre istituti coprono piu' del 95% dei ricoveri, e i tumori del sangue trattati da otto istituti romani che 'accentrano' il 65% dei casi. Per questo motivo si e' voluto avviare un progetto che assicuri al malato e alla sua famiglia un percorso migliore durante tutte le fasi della malattia, cercando di mettere in rete le varie realta' della sanita' laziale.
"La rete oncologica regionale - spiega Francesco Cognetti, responsabile dell'oncologia medica del Regina Elena - vuole migliorareil servizio attraverso una organizzazione in dipartimenti oncologici, suddivisi territorialmente, in base ai bacini di utenza". La rete si sviluppa su un modello di organizzazione 'Hub e Spoke', in cui i dipartimenti svolgono entrambe le funzioni attraverso strutture di primo livello e centri specializzati che garantiscono prossimita' alle cure. "Nella nostra regione ci sono delle criticita' - ammette Cognetti - ma questo progetto ci puo' aiutare a superarle. Mi auguro che il modello non sia stravolto di molto - conclude - e mi battero' prossimamente per impedire che cio' avvenga".
Roma, 3 apr. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Le malattie oncologiche mettono in ginocchio il Lazio: almeno 35 mila nuovi casi diagnosticati e 15 mila decessi ogni anno. Sono solo alcuni numeri dell'incidenza dei tumori maligni nel Lazio, diffusi oggi all'Ifo di Roma durante la presentazione della nuova rete oncologica regionale, un progetto affidato dalla Regione Lazio a Lazio sanita' - Agenzia di sanita' pubblica (Asp) con il supporto dell'Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma. Il progetto, illustrato oggi, sara' presentato ufficialmente la settimana prossima alla Giunta regionale e all'Assessorato alla sanita' laziale.
L'assistenza ospedaliera ai malati oncologici del Lazio e' moltodispersa, circa 60 istituti hanno piu' di 200 ricoveri all'anno. La sola eccezione e' rappresentata dai tumori in eta' pediatrica, dove solo tre istituti coprono piu' del 95% dei ricoveri, e i tumori del sangue trattati da otto istituti romani che 'accentrano' il 65% dei casi. Per questo motivo si e' voluto avviare un progetto che assicuri al malato e alla sua famiglia un percorso migliore durante tutte le fasi della malattia, cercando di mettere in rete le varie realta' della sanita' laziale.
"La rete oncologica regionale - spiega Francesco Cognetti, responsabile dell'oncologia medica del Regina Elena - vuole migliorareil servizio attraverso una organizzazione in dipartimenti oncologici, suddivisi territorialmente, in base ai bacini di utenza". La rete si sviluppa su un modello di organizzazione 'Hub e Spoke', in cui i dipartimenti svolgono entrambe le funzioni attraverso strutture di primo livello e centri specializzati che garantiscono prossimita' alle cure. "Nella nostra regione ci sono delle criticita' - ammette Cognetti - ma questo progetto ci puo' aiutare a superarle. Mi auguro che il modello non sia stravolto di molto - conclude - e mi battero' prossimamente per impedire che cio' avvenga".
mercoledì 2 aprile 2008
SALUTE: CAFFE' SALVA MEMORIA, 1 TAZZINA AL GIORNO SCUDO CONTRO ALZHEIMER
UNA SOLA DOSE QUOTIDIANA CONTRASTA EFFETTI COLESTEROLO ALTO
Milano, 2 apr. (Adnkronos) - Rendera' pure nervosi, ma il caffe' puo' diventare un prezioso alleato della salute, proteggendo il nostro cervello da un temibile e insidioso nemico: l'Alzheimer. Una ricerca statunitense rivela infatti che basta una tazzina al di' per contrastare gli effetti deleteri di un colesterolo fuori controllo, proteggendo la barriera ematoencefalica, il sistema fisiologico di controllo degli scambi fra il sangue, l'encefalo e il liquor cerebrospinale. Una barriera, quella ematoencefalica, che finisce per perdere colpi quandola malattia neurodegenerativa inizia ad avanzare.
Lo studio, pubblicato sul Journal of Neuroinflammation, mostra come il caffe', bevanda amatissima dagli italiani, nelle giuste dosi funga da scudo proteggendo il cervello dai danni di un colesterolo che ha superato i livelli di guardia, raggiungendo picchi che, come noto, possono aprire la strada all'Alzheimer. I ricercatori della Universityof North Dakota School of Medicine and Health Sciences hanno somministrato una dose di 3 milligrammi di caffeina al giorno a dei conigli, nutriti con una dieta ricca di grassi, ovvero all'insegna del colesterolo. Dopo 12 settimane i test di laboratorio hanno mostrato come gli animali che, oltre ai grassi, avevano mandato giu' della caffeina mostravano una barriera ematoencefalica in migliori condizioni rispetto ai conigli del gruppo di controllo.
"La caffeina - spiega Jonathan Geiger, ricercatore a capo dello studio - sembra bloccare molti degli effetti dirompenti che il colesterolo ha sul sistema nervoso centrale. In altre parole, la caffeina riduce le perdite che i grassi in eccesso possono provocare nella barriera ematoencefalica". Fungendo da raccordo, secondo gli studiosi, tra le proteine che si legano alle cellule che compongono la barriera in questione, ed evitando cosi' che molecole indesiderate raggiungano il sistema nervoso centrale.
Milano, 2 apr. (Adnkronos) - Rendera' pure nervosi, ma il caffe' puo' diventare un prezioso alleato della salute, proteggendo il nostro cervello da un temibile e insidioso nemico: l'Alzheimer. Una ricerca statunitense rivela infatti che basta una tazzina al di' per contrastare gli effetti deleteri di un colesterolo fuori controllo, proteggendo la barriera ematoencefalica, il sistema fisiologico di controllo degli scambi fra il sangue, l'encefalo e il liquor cerebrospinale. Una barriera, quella ematoencefalica, che finisce per perdere colpi quandola malattia neurodegenerativa inizia ad avanzare.
Lo studio, pubblicato sul Journal of Neuroinflammation, mostra come il caffe', bevanda amatissima dagli italiani, nelle giuste dosi funga da scudo proteggendo il cervello dai danni di un colesterolo che ha superato i livelli di guardia, raggiungendo picchi che, come noto, possono aprire la strada all'Alzheimer. I ricercatori della Universityof North Dakota School of Medicine and Health Sciences hanno somministrato una dose di 3 milligrammi di caffeina al giorno a dei conigli, nutriti con una dieta ricca di grassi, ovvero all'insegna del colesterolo. Dopo 12 settimane i test di laboratorio hanno mostrato come gli animali che, oltre ai grassi, avevano mandato giu' della caffeina mostravano una barriera ematoencefalica in migliori condizioni rispetto ai conigli del gruppo di controllo.
"La caffeina - spiega Jonathan Geiger, ricercatore a capo dello studio - sembra bloccare molti degli effetti dirompenti che il colesterolo ha sul sistema nervoso centrale. In altre parole, la caffeina riduce le perdite che i grassi in eccesso possono provocare nella barriera ematoencefalica". Fungendo da raccordo, secondo gli studiosi, tra le proteine che si legano alle cellule che compongono la barriera in questione, ed evitando cosi' che molecole indesiderate raggiungano il sistema nervoso centrale.
OBESITA': PIU' RISCHI PER CHI NON DORME 7 ORE A NOTTE
(AGI) - Washington, 2 apr. - Dormire troppo o troppo poco porterebbe, con il passare del tempo, a diventare obesi. Invece sette ore di sonno a notte potrebbe essere il segreto per mantenersi in forma. A sostenerlo e' stato un gruppo di scienziati della Laval University di Quebec, in uno studio pubblicato sulla rivista 'Sleep'. Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno osservato le abitudini nel dormire di 276 adulti di eta' compresa tra i 21 e i 64 anni. Dai risultati dello studio e' emerso che chi dorme meno di sette ore a notte acquisita 1,98 chilogrammi in sei anni. Chi invece dorme piu' di 7 ore acquista nello stesso periodo 1,58 chilogrammi. Questo perche'chi dorme troppo poco o troppo provocherebbe cambiamenti ormonali che possono stimolare l'appetito. Oppure perche' la mancanza di sonno potrebbe indebolire le persone, scoraggiando l'attivita' fisica, necessaria per mentenere il proprio pesoforma. "Sia dormite lunghe che brevi provocano un aumento del rischio di prendere peso in futuro", ha detto Jean-Philippe Chaput, coordinatore dello studio. "Questi risultati sottolineano la necessita' di aggiungere la durata del sonno alla lista dei fattori ambientali che sono molto diffusi nella nostra societa' e che contribuiscono all'aumento di peso e all'obesita'", ha concluso il ricercatore.
MEDICINA: NEL DNA IL SEGRETO DEI BEBE' CHE PIANGONO SEMPRE
RICERCATORI USA SCOPRONO IL GENE DEL PIANTO DEI PICCOLI
Roma, 2 apr. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Piccoli angeli sempre sorridenti, e altri che strepitano e piangono tutto il giorno. A spiegare alle neomamme perche' la cicogna a volte porta bimbi piu' tranquilli e indipendenti, altre fagottini urlanti, e' un gruppo di neuroscienziati americani, che chiama in causa il Dna. I ricercatori hanno infatti scoperto una particolare mutazione genetica, che stabilisce se i piccoli di macaco si metteranno a strepitare quando manca loro la mamma, o se ne staranno tranquilli. Si tratta di una mutazione simile a quella collegata, nell'uomo, al rischio di abuso di sostanze o alcolici.
Dunque, secondo i ricercatori diretti da Christina Barr del National Institute of Alcohol Abuse and Alcoholism di Bethesda (Maryland), proprio questa mutazione sarebbe responsabile dei pianti e delle urla ben noti a tante madri. "Alcuni bimbi sono tranquilli e seguono il flusso, altri sono decisamente molto riluttanti a lasciare le loro mamme", spiega la Barr sulla rivista 'Pnas'. Quando i bebe', ma anche i piccoli animali, passano il tempo con le loro madri, il loro corpo rilascia una sorta di farmaco naturale: gli oppiodi. I recettori molecolari posti sulle cellule cerebrali 'succhiano' queste sostanze chimiche e regalano al piccolo sentimenti di piacere.
I ricercatori hanno visto che sostanze come la morfina agiscono attraverso gli stessi recettori: minime dosi di questa sostanza (non sufficienti per l'effetto sedativo) hanno acquietato i piccoli macachi dopo che le madri se n'erano andate. Precedenti ricerche hanno suggerito che il 25-30% di queste scimmie e' portatore di una mutazione genetica nel recettore degli oppiodi, che rende gli animali molto piu' sensibili alle sostanze chimiche a livello cerebrale.
Roma, 2 apr. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Piccoli angeli sempre sorridenti, e altri che strepitano e piangono tutto il giorno. A spiegare alle neomamme perche' la cicogna a volte porta bimbi piu' tranquilli e indipendenti, altre fagottini urlanti, e' un gruppo di neuroscienziati americani, che chiama in causa il Dna. I ricercatori hanno infatti scoperto una particolare mutazione genetica, che stabilisce se i piccoli di macaco si metteranno a strepitare quando manca loro la mamma, o se ne staranno tranquilli. Si tratta di una mutazione simile a quella collegata, nell'uomo, al rischio di abuso di sostanze o alcolici.
Dunque, secondo i ricercatori diretti da Christina Barr del National Institute of Alcohol Abuse and Alcoholism di Bethesda (Maryland), proprio questa mutazione sarebbe responsabile dei pianti e delle urla ben noti a tante madri. "Alcuni bimbi sono tranquilli e seguono il flusso, altri sono decisamente molto riluttanti a lasciare le loro mamme", spiega la Barr sulla rivista 'Pnas'. Quando i bebe', ma anche i piccoli animali, passano il tempo con le loro madri, il loro corpo rilascia una sorta di farmaco naturale: gli oppiodi. I recettori molecolari posti sulle cellule cerebrali 'succhiano' queste sostanze chimiche e regalano al piccolo sentimenti di piacere.
I ricercatori hanno visto che sostanze come la morfina agiscono attraverso gli stessi recettori: minime dosi di questa sostanza (non sufficienti per l'effetto sedativo) hanno acquietato i piccoli macachi dopo che le madri se n'erano andate. Precedenti ricerche hanno suggerito che il 25-30% di queste scimmie e' portatore di una mutazione genetica nel recettore degli oppiodi, che rende gli animali molto piu' sensibili alle sostanze chimiche a livello cerebrale.
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