(Adnkronos/Adnkronos Salute) - In particolare, piu' aumenta la
lunghezza delle gambe piu' diminuisce la concentrazione degli enzimi
che danneggiano il fegato.
"La nostra interpretazione dei risultati - scrivono i
ricercatori a capo dello studio - e' che alcuni fattori determinanti
per l'infanzia, come ad esempio una buona nutrizione, finiscano per
influenzare non solo la crescita, ma anche alcuni elementi chiave per
la salute del fegato, come la concentrazione di enzimi potenzialmente
pericolosi per il fegato o la propensione al danno epatico". Allo
stesso tempo, hanno aggiunto, "una maggiore altezza puo' aumentare le
dimensioni del fegato, diminuendo il livello degli enzimi in questione
e assicurando cosi' che l'organo sia in grado di far fronte in modo
piu' efficace all'attacco chimico di queste sostanze".
"Si tratta di uno studio molto interessante - sottolinea un
portavoce del British Liver Trust - e siamo ansiosi di vedere i
risultati di ulteriori ricerche che approfondiscano questi primi
dati".
mercoledì 19 dicembre 2007
SALUTE: IL GERIATRA, VITA MEDIA SI ALLUNGA DI TRE MESI OGNI ANNO
(Adnkronos/Adnkronos Salute) - Per quanto riguarda la presa in
carico degli anziani malati nelle strutture socio-sanitarie o a
domicilio, Bernabei propone "la creazione del 'case manager', cioe' di
un operatore responsabile di ogni singolo caso o di uno sportello con
personale addetto al coordinamento dei pazienti.
"E' stato dimostrato che dove e' stata introdotta questa realta'
- assicura - c'e' un minor ricorso al ricovero ospedaliero, grazie al
potenziamento dell'assistenza domiciliare". Il 'case manager' esiste
nel Sistema sanitario nazionale inglese fin dagli anni '50, "ma in
Italia, nel 1978, quando e' stato creato il nostro Ssn, il modello
organizzativo dell'assistenza agli anziani adottato in Gran Bretagna
fu l'unico che non venne 'ricalcato'. E questo perche' si pensava che
il problema dell'invecchiamento progressivo della popolazione non ci
riguardasse. Oggi, com'e' noto - conclue - la situazione e' ben
diversa".
carico degli anziani malati nelle strutture socio-sanitarie o a
domicilio, Bernabei propone "la creazione del 'case manager', cioe' di
un operatore responsabile di ogni singolo caso o di uno sportello con
personale addetto al coordinamento dei pazienti.
"E' stato dimostrato che dove e' stata introdotta questa realta'
- assicura - c'e' un minor ricorso al ricovero ospedaliero, grazie al
potenziamento dell'assistenza domiciliare". Il 'case manager' esiste
nel Sistema sanitario nazionale inglese fin dagli anni '50, "ma in
Italia, nel 1978, quando e' stato creato il nostro Ssn, il modello
organizzativo dell'assistenza agli anziani adottato in Gran Bretagna
fu l'unico che non venne 'ricalcato'. E questo perche' si pensava che
il problema dell'invecchiamento progressivo della popolazione non ci
riguardasse. Oggi, com'e' noto - conclue - la situazione e' ben
diversa".
RICERCA: CREATO SUPERTOPO 'SENZA DOLORE', SPENTO GENE CHIAVE
GLI SCIENZIATI, ALL'ORIZZONTE NUOVI FARMACI AD HOC
Milano, 18 dic. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Creato in
laboratorio un topolino 'senza dolore'. Il team di Gary Lewin del Max
Delbruck Centre for Molecular Medicine di Berlino, infatti, e'
riuscito a spegnere un gene 'chiave', aumentando la tolleranza
dell'animale agli stimoli dolorosi. In pratica, quando mangiamo del
peperoncino, sentiamo il bruciore per via di un enzima chiamato c-Kit.
Ma sembra che basti liberarsi del c-Kit per aumentare la tolleranza al
dolore, almeno nei topi. Al contrario, stimolando questo enzima si
abbassa la soglia del dolore, e anche un leggero 'pungolo' diventa
fonte di sofferenza. La scoperta, pubblicata su 'Neuron', "potrebbe
aprire la strada allo sviluppo di una nuova classe di antidolorifici -
si legge su 'New Scientist' - che funzionino bloccando l'enzima".
La pelle contiene oltre un milione di nocicettori, terminazioni
nervose che si attivano in risposta agli stimoli dolorosi. Il team
tedesco ha scoperto che il topo modificato in laboratorio e reso
incapace di produrre c-Kit sopporta meglio la sofferenza: impiega il
40% in piu' di tempo a sussultare dopo essere stato toccato da un
raggio infrarosso. Il raggio, poi, deve essere piu' caldo di 6 gradi
centigradi per attivare i nocicettori del supertopo. Al contrario, nei
topi normali il c-Kit sembra essere coinvolto nella sensazione
dolorosa scatenata da un'infiammazione, ad esempio una scottatura.
Milano, 18 dic. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Creato in
laboratorio un topolino 'senza dolore'. Il team di Gary Lewin del Max
Delbruck Centre for Molecular Medicine di Berlino, infatti, e'
riuscito a spegnere un gene 'chiave', aumentando la tolleranza
dell'animale agli stimoli dolorosi. In pratica, quando mangiamo del
peperoncino, sentiamo il bruciore per via di un enzima chiamato c-Kit.
Ma sembra che basti liberarsi del c-Kit per aumentare la tolleranza al
dolore, almeno nei topi. Al contrario, stimolando questo enzima si
abbassa la soglia del dolore, e anche un leggero 'pungolo' diventa
fonte di sofferenza. La scoperta, pubblicata su 'Neuron', "potrebbe
aprire la strada allo sviluppo di una nuova classe di antidolorifici -
si legge su 'New Scientist' - che funzionino bloccando l'enzima".
La pelle contiene oltre un milione di nocicettori, terminazioni
nervose che si attivano in risposta agli stimoli dolorosi. Il team
tedesco ha scoperto che il topo modificato in laboratorio e reso
incapace di produrre c-Kit sopporta meglio la sofferenza: impiega il
40% in piu' di tempo a sussultare dopo essere stato toccato da un
raggio infrarosso. Il raggio, poi, deve essere piu' caldo di 6 gradi
centigradi per attivare i nocicettori del supertopo. Al contrario, nei
topi normali il c-Kit sembra essere coinvolto nella sensazione
dolorosa scatenata da un'infiammazione, ad esempio una scottatura.
VIP: EMINEM, LA MADRE "MIO FIGLIO VICINO ALL'AUTODISTRUZIONE"
(AGI) - Los Angeles, 18 dic. - Il nuovo anno vedra' l'uscita
del libro-scandalo 'Mio figlio Marshall, il mio Eminem' scritto
da Debbie Nelson, madre del famoso rapper. "Eminem e' un
maniaco depressivo", suona come una dichiarazione forte, eppure
e' solo un assaggio di quello che la premurosa signora Nelson
ha raccontato sul suo 'bambino'. Un libro interamente dedicato
alla situazione psicologica del rapper, che non e' tra le
migliori, e che - sempre sulla base dei racconti di sua madre -
sarebbe notevolmente degenerata dopo la nascita di Hailie,
avuta dalla sua ex moglie Kim Mathers. "Debbie spera che il
figlio lo legga - ha rivelato una fonte vicina alla signora - e
che si renda conto di quanto lo ama. Lei e' preoccupata che il
suo ragazzo sia sull'orlo di un precipizio, gia' allo stadio
dell'autodistruzione". Ma, forse, per capire meglio perche' la
madre di Eminem abbia scelto di scrivere un libro-choc bisogna
tornare indietro di qualche anno: madre e figlio lottano ormai
da tempo per motivi legati al denaro. Debbie infatti ha preteso
che Eminem l'aiutasse a curarsi dal cancro che l'ha colpita al
seno in passato e per il quale ha ottenuto un mantenimento di
circa 200 mila dollari.
del libro-scandalo 'Mio figlio Marshall, il mio Eminem' scritto
da Debbie Nelson, madre del famoso rapper. "Eminem e' un
maniaco depressivo", suona come una dichiarazione forte, eppure
e' solo un assaggio di quello che la premurosa signora Nelson
ha raccontato sul suo 'bambino'. Un libro interamente dedicato
alla situazione psicologica del rapper, che non e' tra le
migliori, e che - sempre sulla base dei racconti di sua madre -
sarebbe notevolmente degenerata dopo la nascita di Hailie,
avuta dalla sua ex moglie Kim Mathers. "Debbie spera che il
figlio lo legga - ha rivelato una fonte vicina alla signora - e
che si renda conto di quanto lo ama. Lei e' preoccupata che il
suo ragazzo sia sull'orlo di un precipizio, gia' allo stadio
dell'autodistruzione". Ma, forse, per capire meglio perche' la
madre di Eminem abbia scelto di scrivere un libro-choc bisogna
tornare indietro di qualche anno: madre e figlio lottano ormai
da tempo per motivi legati al denaro. Debbie infatti ha preteso
che Eminem l'aiutasse a curarsi dal cancro che l'ha colpita al
seno in passato e per il quale ha ottenuto un mantenimento di
circa 200 mila dollari.
SPAGNA: IN RETE IL "CAMPIONATO DI ANORESSIA"
(9Colonne) Madrid, 18 dic - Sesso, droga e violenza, ma anche difesa
dell'anoressia, della bulimia e tanti modi per un suicidio "diverso" dal
solito. Tutto questo in un click. La rete non ha più frontiere, soprattutto
per il 75% dei bambini spagnoli tra i 10 e i 15 anni. Il 30% dei più piccoli,
che usa abitualmente la rete, ha infatti confessato di aver dato il proprio
numero di telefono a uno sconosciuto almeno una volta, mentre il 17% ha
ammesso di aver visitato siti pro-anoressia e pro-bulimia. E ancora: pagine
che spiegano nel dettaglio le diverse tecniche per suicidarsi, razzismo,
xenofobia e diverse immagini di autopsie. E i genitori? Quelli che non sono
pratici della rete non riescono a "salvare" i loro bambini, mentre i più
tecnologici si difendono come possono attraverso l'impiego di filtri che
bloccano i piccoli navigatori quando provano a entrare in pagine web
considerate "hard". "Se hai fame - spiega uno di questi siti - conta fino a
mille e vedrai che ti passa" oppure "Ingoia il cibo e corri a espellerlo, ti
sentirai meglio". Di questi "consigli" o "trucchi" è piena la rete, basta
cliccare per esempio sul blog di Ana Belén, una giovane che elargisce pareri
gratuiti su come diventare una "brava" anoressica. Ma sono migliaia i siti che
ti fanno passare la fame, tanto che è facile imbattersi in un vero e proprio
campionato: "Oggi sono arrivata a pesare 65 chili e mezzo per 1,70 di altezza"
racconta una teenager "mi impegno a calare fino a toccare i 60 nel tempo
record di una settimana, chi fa a gara con me?". Il 17,5% dei ragazzi spagnoli
frequentano abitualmente siti e blog di questo tipo pur di captare qualche
nuovo e curioso consiglio di chi ce l'ha fatta a perdere peso. Numeri che
spaventano e che dovrebbero far riflettere, questo è l'intento della
Protégeles, l'associazione che lotta per la sicurezza "informatica" dei
bambini in tutto il mondo e che presto pubblicherà questa indagine-choc.
Secondo gli esperti chiudere i siti pericolosi è un rimedio troppo
provvisorio, infatti "per uno che viene eliminato ne spuntano altri cinque"
assicura María del Carmen Gonzßlez, coordinatrice di Adaner, l'Associazione in
difesa dell'anoressia nervosa e della bulimia.
dell'anoressia, della bulimia e tanti modi per un suicidio "diverso" dal
solito. Tutto questo in un click. La rete non ha più frontiere, soprattutto
per il 75% dei bambini spagnoli tra i 10 e i 15 anni. Il 30% dei più piccoli,
che usa abitualmente la rete, ha infatti confessato di aver dato il proprio
numero di telefono a uno sconosciuto almeno una volta, mentre il 17% ha
ammesso di aver visitato siti pro-anoressia e pro-bulimia. E ancora: pagine
che spiegano nel dettaglio le diverse tecniche per suicidarsi, razzismo,
xenofobia e diverse immagini di autopsie. E i genitori? Quelli che non sono
pratici della rete non riescono a "salvare" i loro bambini, mentre i più
tecnologici si difendono come possono attraverso l'impiego di filtri che
bloccano i piccoli navigatori quando provano a entrare in pagine web
considerate "hard". "Se hai fame - spiega uno di questi siti - conta fino a
mille e vedrai che ti passa" oppure "Ingoia il cibo e corri a espellerlo, ti
sentirai meglio". Di questi "consigli" o "trucchi" è piena la rete, basta
cliccare per esempio sul blog di Ana Belén, una giovane che elargisce pareri
gratuiti su come diventare una "brava" anoressica. Ma sono migliaia i siti che
ti fanno passare la fame, tanto che è facile imbattersi in un vero e proprio
campionato: "Oggi sono arrivata a pesare 65 chili e mezzo per 1,70 di altezza"
racconta una teenager "mi impegno a calare fino a toccare i 60 nel tempo
record di una settimana, chi fa a gara con me?". Il 17,5% dei ragazzi spagnoli
frequentano abitualmente siti e blog di questo tipo pur di captare qualche
nuovo e curioso consiglio di chi ce l'ha fatta a perdere peso. Numeri che
spaventano e che dovrebbero far riflettere, questo è l'intento della
Protégeles, l'associazione che lotta per la sicurezza "informatica" dei
bambini in tutto il mondo e che presto pubblicherà questa indagine-choc.
Secondo gli esperti chiudere i siti pericolosi è un rimedio troppo
provvisorio, infatti "per uno che viene eliminato ne spuntano altri cinque"
assicura María del Carmen Gonzßlez, coordinatrice di Adaner, l'Associazione in
difesa dell'anoressia nervosa e della bulimia.
RICERCA: SCIENZIATI ITALO-AMERICANI BREVETTANO 'MUSICA' DELLA VITA
REGISTRATO IL SUONO DELLE CELLULE DEL DNA
Roma, 18 dic. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Il suono della
vita, una sorta di musica proveniente dai movimenti del Dna, e' stato
registrato e brevettato per la prima volta da un team di ricercatori
italiani e statunitensi guidato da Carlo Ventura, docente di Biologia
molecolare dell'universita' di Bologna, e dal fisico James Gimzewski,
dell'universita' di Los Angeles, California. La scoperta, oltre a
essere curiosa, potrebbe in futuro portare gli scienziati a
trasformarsi in 'direttori d'orchestra' capaci di indirizzare le
cellule a differenziarsi seguendo un suono di riferimento ben preciso.
Ventura ha illustrato i risultati dei suoi studi in occasione
del convegno 'Aspetti biologici, clinici e sociali dell'allungamento
della vita media', organizzato a Roma dall'Istituto nazionale
biostrutture e biosistemi (Inbb).
"Il nostro genoma - spiega - e' fatto da una miriade di anse, di
ripiegamenti che non hanno solo la funzione di 'impacchettare' i circa
due metri della molecola del Dna in poche decine di millesimi di
millimetro di diametro del nucleo''.
Roma, 18 dic. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Il suono della
vita, una sorta di musica proveniente dai movimenti del Dna, e' stato
registrato e brevettato per la prima volta da un team di ricercatori
italiani e statunitensi guidato da Carlo Ventura, docente di Biologia
molecolare dell'universita' di Bologna, e dal fisico James Gimzewski,
dell'universita' di Los Angeles, California. La scoperta, oltre a
essere curiosa, potrebbe in futuro portare gli scienziati a
trasformarsi in 'direttori d'orchestra' capaci di indirizzare le
cellule a differenziarsi seguendo un suono di riferimento ben preciso.
Ventura ha illustrato i risultati dei suoi studi in occasione
del convegno 'Aspetti biologici, clinici e sociali dell'allungamento
della vita media', organizzato a Roma dall'Istituto nazionale
biostrutture e biosistemi (Inbb).
"Il nostro genoma - spiega - e' fatto da una miriade di anse, di
ripiegamenti che non hanno solo la funzione di 'impacchettare' i circa
due metri della molecola del Dna in poche decine di millesimi di
millimetro di diametro del nucleo''.
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