(ANSA) - LONDRA, 21 GEN - Arriva in Gran Bretagna il viagra
naturale. Si chiama 'Viapro', e' disponibile in farmacia, si
vende senza ricetta medica, costa l'equivalente di 10 euro ed e'
un miscuglio di 22 ingredienti, tra cui ortiche, erbe alpine e
corna di cervo.
Il prodotto arriva direttamente dall'America, da dove
assicurano che 'Viapro' funziona nel 90 per cento dei casi. La
confezione, contenente due pillole, e' sufficiente per due
giorni di fuoco: agisce in mezz'ora e l'effetto di ogni
pastiglia dura 24 ore.
Il team americano che ha elaborato la cura l'ha sperimentata su
47 persone con lievi e medi problemi di erezione, stando a
quanto riferisce oggi il quotidiano britannico 'Daily Mail'. Il
91 per cento di loro ha ammesso di aver migliorato le
prestazioni sotto le lenzuola, mentre il 62 per cento ha
affermato di aver completamente riacquistato le normali funzioni
sessuali.
Nonostante si venda senza ricetta, gli esperti raccomandano ai
deboli di cuore di consultare un medico. Gli ingredienti
includono radice di maca peruviana (che il popolo sudamericano
usa come afrodisiaco da secoli), shilajit (un minerale
himalayano ricco di calcio e zinco) e amminoacidi per stimolare
il testosterone.
Alla Pfizer, la casa farmaceutica che produce il viagra, sono
scettici. ''Le medicine naturali - ha detto al 'Daily Mail' un
portavoce - non sono in grado di fornire prove scientifiche
sull'effettivo funzionamento. Inoltre il viagra viene prescritto
per curare gravi condizioni di salute. Non e' consigliabile
assumere un farmaco qualsiasi per migliorare una disfunzione
fisica, senza conoscerne le origini. L'unico risultato sarebbe
quello di non trattare veramente la malattia''.
lunedì 21 gennaio 2008
AMSTERDAM: MANICHINI AL POSTO DELLE PROSTITUTE, è POLEMICA
Roma, 21 GEN (Velino) - I manichini prenderanno il
posto delle prostitute nelle vetrine del Red Light District
di Amsterdam. Pessime notizie per gli aficionados del turismo
sessuale: con lo slogan "Buy the dress, not the woman"
("Compra il vestito e non la donna"), le autorita' cittadine
hanno infatti assegnato gratuitamente per un anno ad alcuni
giovani stilisti 14 delle 51 finestre (su un totale di circa
trecento) acquistate dal municipio per mettere in mostra le
proprie creazioni. La convinzione del consiglio comunale e'
che la criminalita' organizzata abbia ormai finito per
strumentalizzare la storica permissivita' olandese, ma per
molti altri, in particolare per chi e' nel business, non si
tratta che d'una campagna di moralizzazione contro
l'industria del sesso. "Chi viene in questo quartiere sa bene
perche' lo fa, e non si tratta certo di moda", ha commentato
Jan Broers, proprietario di un hotel e di otto finestre.
"Questa potrebbe essere la fine del quartiere a luci rosse",
ha aggiunto Broers, e ha parlato di "gente folle all'interno
del governo che crede di poter controllare tutto, non solo le
prostitute ma anche i coffee shop". Dopo molti anni di
tolleranza, le finestre dei bordelli olandesi erano state
legalizzate nel 2000, una scelta che, secondo il sindacato
delle prostitute, ha notevolmente aumentato la "sicurezza sul
lavoro" dei suoi iscritti. In questo modo, infatti, le
lavoratrici del sesso non hanno bisogno di un protettore per
rimediare clienti o un'"accommodation" e, cosa tutt'altro che
trascurabile, pagano le tasse sulla propria attivita'. Ma per
il giovane vicesindaco laburista Lodewijk Asscher, anche dopo
anni di legalizzazione, non si e' riusciti ad ottenere
"abbastanza successo nel contrastare la criminalita' e il
riciclaggio di denaro sporco". L'ottimistico messaggio di
Asscher e' che "Amsterdam restera' comunque una citta'
estremamente eccitante, ma senza criminali". Tuttavia il suo
entusiasmo non e' condiviso da Wim Boef di Platform 1012,
gruppo impegnato in una campagna di salvaguardia del
Quartiere a luci rosse. Secondo Boef, utilizzando la legge in
questo modo Amsterdam si starebbe comportando come una
"Repubblica delle Banane". E commenta: "Questa storia della
moda non ci piace per niente. Preferiamo le donne, tutto
qua".
posto delle prostitute nelle vetrine del Red Light District
di Amsterdam. Pessime notizie per gli aficionados del turismo
sessuale: con lo slogan "Buy the dress, not the woman"
("Compra il vestito e non la donna"), le autorita' cittadine
hanno infatti assegnato gratuitamente per un anno ad alcuni
giovani stilisti 14 delle 51 finestre (su un totale di circa
trecento) acquistate dal municipio per mettere in mostra le
proprie creazioni. La convinzione del consiglio comunale e'
che la criminalita' organizzata abbia ormai finito per
strumentalizzare la storica permissivita' olandese, ma per
molti altri, in particolare per chi e' nel business, non si
tratta che d'una campagna di moralizzazione contro
l'industria del sesso. "Chi viene in questo quartiere sa bene
perche' lo fa, e non si tratta certo di moda", ha commentato
Jan Broers, proprietario di un hotel e di otto finestre.
"Questa potrebbe essere la fine del quartiere a luci rosse",
ha aggiunto Broers, e ha parlato di "gente folle all'interno
del governo che crede di poter controllare tutto, non solo le
prostitute ma anche i coffee shop". Dopo molti anni di
tolleranza, le finestre dei bordelli olandesi erano state
legalizzate nel 2000, una scelta che, secondo il sindacato
delle prostitute, ha notevolmente aumentato la "sicurezza sul
lavoro" dei suoi iscritti. In questo modo, infatti, le
lavoratrici del sesso non hanno bisogno di un protettore per
rimediare clienti o un'"accommodation" e, cosa tutt'altro che
trascurabile, pagano le tasse sulla propria attivita'. Ma per
il giovane vicesindaco laburista Lodewijk Asscher, anche dopo
anni di legalizzazione, non si e' riusciti ad ottenere
"abbastanza successo nel contrastare la criminalita' e il
riciclaggio di denaro sporco". L'ottimistico messaggio di
Asscher e' che "Amsterdam restera' comunque una citta'
estremamente eccitante, ma senza criminali". Tuttavia il suo
entusiasmo non e' condiviso da Wim Boef di Platform 1012,
gruppo impegnato in una campagna di salvaguardia del
Quartiere a luci rosse. Secondo Boef, utilizzando la legge in
questo modo Amsterdam si starebbe comportando come una
"Repubblica delle Banane". E commenta: "Questa storia della
moda non ci piace per niente. Preferiamo le donne, tutto
qua".
SEGREGATA DA ADEPTI SCIENTOLOGY, LA SALVANO BIGLIETTI AIUTO
(ANSA) - NUORO, 21 GEN - A salvarla sono stati i bigliettini
con la richiesta disperata d'aiuto che lei stessa aveva lanciato
dalla finestra della sua casa-prigione: chi li ha raccolti ne e'
rimasto impressionato tanto da allertare il 113. E' finito cosi'
l'incubo per una donna di 47 anni, francese con origini
tunisine, vittima - secondo gli inquirenti - di un gruppo di
adepti di Scientology che per fanatismo la teneva segregata
perche' non avrebbe seguito le rigide regole della setta.
I tre, Marie Claude Decouduh, di 42 anni, Rachid Hassereldith
Kabbara e Julien Queyrou, entrambi di 18, sono ora rinchiusi nel
carcere nuorese di Badu 'e Carros con l'accusa di sequestro di
persona. Avevano affittato una delle tante villette nella quiete
del Monte Ortobene, l'altura che domina Nuoro, confidando di non
dare nell'occhio: una casa in mezzo al bosco a due passi dalla
statua del Redentore, per un gruppo apparentemente normale di
turisti francesi. Una Mercedes vecchio modello parcheggiata
all'esterno e un cane bianco, maremmano, a spasso per il
giardino. Tutti segnali di una tranquilla vacanza.
Ma in quella casa - ora posta sotto sequestro - si stava
consumando il dramma per uno degli occupanti. La vittima era
stata segregata in una stanza e tenuta in condizioni disumane:
denutrita, in mezzo ai rifiuti, con un materasso infestato da
insetti e vermi. Dopo aver riacquistato la liberta', grazie agli
agenti della Squadra Mobile e della Squadra Volanti della
questura di Nuoro, la donna e' stata ricoverata in ospedale: ora
sta meglio, ma le sue condizioni generali, sia fisiche che
mentali, non sono buone.
Quel poco che finora ha raccontato e' coperto dal massimo
riserbo: ma gli investigatori sono convinti che i suoi aguzzini
abbiamo agito per fanatismo, spinti dalle regole imposte da
Scientology che la vittima si sarebbe rifiutare di seguire o
forse avrebbe deciso di abbandonare.
con la richiesta disperata d'aiuto che lei stessa aveva lanciato
dalla finestra della sua casa-prigione: chi li ha raccolti ne e'
rimasto impressionato tanto da allertare il 113. E' finito cosi'
l'incubo per una donna di 47 anni, francese con origini
tunisine, vittima - secondo gli inquirenti - di un gruppo di
adepti di Scientology che per fanatismo la teneva segregata
perche' non avrebbe seguito le rigide regole della setta.
I tre, Marie Claude Decouduh, di 42 anni, Rachid Hassereldith
Kabbara e Julien Queyrou, entrambi di 18, sono ora rinchiusi nel
carcere nuorese di Badu 'e Carros con l'accusa di sequestro di
persona. Avevano affittato una delle tante villette nella quiete
del Monte Ortobene, l'altura che domina Nuoro, confidando di non
dare nell'occhio: una casa in mezzo al bosco a due passi dalla
statua del Redentore, per un gruppo apparentemente normale di
turisti francesi. Una Mercedes vecchio modello parcheggiata
all'esterno e un cane bianco, maremmano, a spasso per il
giardino. Tutti segnali di una tranquilla vacanza.
Ma in quella casa - ora posta sotto sequestro - si stava
consumando il dramma per uno degli occupanti. La vittima era
stata segregata in una stanza e tenuta in condizioni disumane:
denutrita, in mezzo ai rifiuti, con un materasso infestato da
insetti e vermi. Dopo aver riacquistato la liberta', grazie agli
agenti della Squadra Mobile e della Squadra Volanti della
questura di Nuoro, la donna e' stata ricoverata in ospedale: ora
sta meglio, ma le sue condizioni generali, sia fisiche che
mentali, non sono buone.
Quel poco che finora ha raccontato e' coperto dal massimo
riserbo: ma gli investigatori sono convinti che i suoi aguzzini
abbiamo agito per fanatismo, spinti dalle regole imposte da
Scientology che la vittima si sarebbe rifiutare di seguire o
forse avrebbe deciso di abbandonare.
LEI LO LASCIA, LUI LA SPACCIA PER PROSTITUTA SU INTERNET
(ANSA) - TARQUINIA (VITERBO), 21 GEN - Lei lo lascia e lui,
per vendetta, la fa passare per una ''porno-web''. Protagonisti
della vicenda una giovane donna di Tarquinia, A. D. A., 32 anni,
impiegata, e il suo ex fidanzato, un sottufficiale
dell'Esercito, 40 anni, veneziano. Per settimane, su Internet,
cliccando 'Tarquinia' sono comparse le foto della donna,
ripresa in atteggiamenti dapprima normali che, fotogramma dopo
fotogramma, divenivano sempre piu' hard. Ma mentre le prime
immagini erano effettivamente sue, le altre, quelle hard, erano
di altre donne, il cui volto era sempre in ombra o seminascosto.
Le immagini erano state infatti realizzate collegandole a un
programma di interscambio sul web (e-mule), insieme a filmati
porno amatoriali. Tutto il materiale era correlato con i dati
sensibili della donna: nome, cognome e telefono. La giovane ha
appreso di essere diventata una porno-web dalle centinaia di
telefonate che riceveva da potenziali clienti. E' stato cosi'
che, assistita dagli avvocati Francesca Maruccio e Claudia
Trippanera, ha presentato una serie di esposti al commissariato
di Polizia di Tarquinia e alla procura della Repubblica di
Civitavecchia.
per vendetta, la fa passare per una ''porno-web''. Protagonisti
della vicenda una giovane donna di Tarquinia, A. D. A., 32 anni,
impiegata, e il suo ex fidanzato, un sottufficiale
dell'Esercito, 40 anni, veneziano. Per settimane, su Internet,
cliccando 'Tarquinia' sono comparse le foto della donna,
ripresa in atteggiamenti dapprima normali che, fotogramma dopo
fotogramma, divenivano sempre piu' hard. Ma mentre le prime
immagini erano effettivamente sue, le altre, quelle hard, erano
di altre donne, il cui volto era sempre in ombra o seminascosto.
Le immagini erano state infatti realizzate collegandole a un
programma di interscambio sul web (e-mule), insieme a filmati
porno amatoriali. Tutto il materiale era correlato con i dati
sensibili della donna: nome, cognome e telefono. La giovane ha
appreso di essere diventata una porno-web dalle centinaia di
telefonate che riceveva da potenziali clienti. E' stato cosi'
che, assistita dagli avvocati Francesca Maruccio e Claudia
Trippanera, ha presentato una serie di esposti al commissariato
di Polizia di Tarquinia e alla procura della Repubblica di
Civitavecchia.
CALCIATORI? NO, GRAZIE. LE DONNE PREFERISCONO I PALLAVOLISTI
Emerge da uno studio condotto da un'associazione di sessuologi
Roma, 21 gen. (Apcom) - I campioni di volley, basket e rugby
conquistano le italiane. Secondo uno studio condotto
dall'Associazione di sessuologi `Donne e Qualità della Vita' su
un panel di 500 donne, tra i 20 e i 45 anni - alle quali è stato
chiesto qual sia l'uomo ideale per una notte d'amore - a vincere
è stato il campione europeo di volley Luigi Mastrangelo con il
19% delle preferenze. E' risultato il più amato - si legge in una
nota - anche per il fatto che ispira fiducia (34% del campione),
conduce una vita semplice (32%) , ha una normale famiglia e non
finisce sui giornali per motivi di gossip (28%).
Nella classifica, al secondo posto, compare un altro
pallavolista, Alberto Cisolla, che il 16% delle intervistate ha
definito `un adone'. Sul terzo gradino sale, invece, il boxeur
Vincenzo Cantatore (14%), mentre al quarto il rugbista Mirco
Bergamasco (11%), seguito (10%) dal suo compagno e neocapitano di
nazionale Sergio Parisse. Al sesto posto i calciatori: Luca Toni
(9%) , Alberto Aquilani (8%) e Alessandro Nesta (7%). In fondo
alla classifica il nuotatore Luca Marin (5%) e il cestista
Gianluca Basile (4%).
Per le donne i campioni degli sport cosiddetti minori
comunicano una maggiore affidabilità (12%) e rigore (9%),
passione (7%) e semplicità (6%). "Sono elementi che non passano
indifferenti. Le donne sono sempre più attratte da un uomo che
coniughi lavoro e dedizione allo sport, - spiega la sessuologia
Serenella Salomoni - ma soprattutto un uomo con i piedi a terra
che non pensi solo a se stesso e al riflesso della propria
immagine".
Il mondo del calcio è poco sopportato dalle donne. I calciatore
sono considerati `fighetti e schiavi della moda' per il 22% del
campione; comunicano immagine poco virile (19%); sono troppo
narcisi (12%). Inoltre, una donna su tre non sopporta la loro
vita mondana. Una su quattro ne condanna l'eccessivo numero di
fidanzate esibite quasi a mo' di trofeo. Il 33% ne rigetta
l'inutile presenzialismo. Il 19 % ne stigmatizza l'eccessiva
aggressività sul campo, soprattutto verbale. Un altro 11%
l'eccessivo divismo fuori dal campo. Quasi il 40% ritiene che
siano un cattivo modello per i giovani, mentre gli altri sportivi
offrono uno stile più sobrio e sano.
Roma, 21 gen. (Apcom) - I campioni di volley, basket e rugby
conquistano le italiane. Secondo uno studio condotto
dall'Associazione di sessuologi `Donne e Qualità della Vita' su
un panel di 500 donne, tra i 20 e i 45 anni - alle quali è stato
chiesto qual sia l'uomo ideale per una notte d'amore - a vincere
è stato il campione europeo di volley Luigi Mastrangelo con il
19% delle preferenze. E' risultato il più amato - si legge in una
nota - anche per il fatto che ispira fiducia (34% del campione),
conduce una vita semplice (32%) , ha una normale famiglia e non
finisce sui giornali per motivi di gossip (28%).
Nella classifica, al secondo posto, compare un altro
pallavolista, Alberto Cisolla, che il 16% delle intervistate ha
definito `un adone'. Sul terzo gradino sale, invece, il boxeur
Vincenzo Cantatore (14%), mentre al quarto il rugbista Mirco
Bergamasco (11%), seguito (10%) dal suo compagno e neocapitano di
nazionale Sergio Parisse. Al sesto posto i calciatori: Luca Toni
(9%) , Alberto Aquilani (8%) e Alessandro Nesta (7%). In fondo
alla classifica il nuotatore Luca Marin (5%) e il cestista
Gianluca Basile (4%).
Per le donne i campioni degli sport cosiddetti minori
comunicano una maggiore affidabilità (12%) e rigore (9%),
passione (7%) e semplicità (6%). "Sono elementi che non passano
indifferenti. Le donne sono sempre più attratte da un uomo che
coniughi lavoro e dedizione allo sport, - spiega la sessuologia
Serenella Salomoni - ma soprattutto un uomo con i piedi a terra
che non pensi solo a se stesso e al riflesso della propria
immagine".
Il mondo del calcio è poco sopportato dalle donne. I calciatore
sono considerati `fighetti e schiavi della moda' per il 22% del
campione; comunicano immagine poco virile (19%); sono troppo
narcisi (12%). Inoltre, una donna su tre non sopporta la loro
vita mondana. Una su quattro ne condanna l'eccessivo numero di
fidanzate esibite quasi a mo' di trofeo. Il 33% ne rigetta
l'inutile presenzialismo. Il 19 % ne stigmatizza l'eccessiva
aggressività sul campo, soprattutto verbale. Un altro 11%
l'eccessivo divismo fuori dal campo. Quasi il 40% ritiene che
siano un cattivo modello per i giovani, mentre gli altri sportivi
offrono uno stile più sobrio e sano.
GB: ADDIO CURRY, LA PASTA E' IL PIATTO PREFERITO
GLI SPAGHETTI AL RAGU' MEGLIO DI FISH AND CHIPS
(ANSA) - LONDRA, 21 GEN - Curry, addio: la pasta e' diventata
il piatto piu' amato dagli inglesi che preferiscono gli
spaghetti (soprattutto se al ragu') anche al 'fish and chips' o
ad una leccornia tradizionale come il 'roast beef'.
La piccola ma significativa rivoluzione gastronimica emerge
da una ricerca di 'touchlocal.com', un sito internet che
recensisce ristoranti britannici suddivisi per quartiere.
Privi di una prelibata cucina alle spalle, gli inglesi hanno
fatto del curry, piatto indiano, la loro pietanza nazionale
negli ultimi decenni affollando ristoranti asiatici e take away
(i numerosissimi locali con cibo da asporto). Ultimamente pero'
la musica e' cambiata: adesso vanno forte soprattutto i locali
con le specialita' 'made in Italy'.
Un dato fotografa bene la nuova tendenza: il 13 per cento
(delle 700mila persone monitorate da 'tourchlocal.com') ha
cercato su internet il ristorante italiano piu' vicino a casa
propria, contro l'11,6 per cento che si e' servito della Rete
per cenare in un posto dove servono indiano.
Gli inglesi mangiano spesso fuori casa e i ristoranti
italiani (veraci e meno veraci) si trovano in ogni angolo della
Gran Bretagna. La citta' che detiene il primato come numero di
locali che servono cucina tricolore e' Glasgow, dove ben un
ristorante su quattro e' italiano.
Secondo un altro studio, il piatto preferito degli inglesi e'
diventato in assoluto la pasta al ragu', che su questa sponda
della Manica viene comunemente chiamata 'Spaghetti Bolognese'.
Ne esiste addirittura una versione in lattina, venduta a poco
prezzo nei supermercati.
''La cucina italiana - ha detto al quotidiano britannico
'Daily Express' Tamer Ozmen, direttore del sito web - sta
rimpiazzando il curry, piatto preferito dai britannici e sta
diventando la prima scelta quando si tratta di andare a cena
fuori. Anche gli affari dei take-away indiani vanno male''.
I britannici mangiano italiano anche tra le mura domestiche:
sono sempre piu' numerosi i siti che pretendono ad esempio di
fornire la ricetta perfetta per un buon ragu' alla bolognese. E
quindi, nonostante il sugo sia disponibile in barattolo al
supermercato, sono molti gli inglesi che preparano la salsa a
casa. Stando ai dati di una ricerca recentemente condotta da
YouGov, su commissione di Loyd Grossman Sauces, un'azienda che
produce sughi i sudditi di sua Maesta' mangiano almeno due volte
a settimana un fumante piatto di pasta (scotta) cosparsa del
tradizionale sugo emiliano.
Dalla ricerca e' anche emerso che la scelta ricade sulla
pasta al ragu' non solo perche' e' buona, ma soprattutto
perche', a detta degli inglesi, e' facile e veloce da preparare.
(ANSA) - LONDRA, 21 GEN - Curry, addio: la pasta e' diventata
il piatto piu' amato dagli inglesi che preferiscono gli
spaghetti (soprattutto se al ragu') anche al 'fish and chips' o
ad una leccornia tradizionale come il 'roast beef'.
La piccola ma significativa rivoluzione gastronimica emerge
da una ricerca di 'touchlocal.com', un sito internet che
recensisce ristoranti britannici suddivisi per quartiere.
Privi di una prelibata cucina alle spalle, gli inglesi hanno
fatto del curry, piatto indiano, la loro pietanza nazionale
negli ultimi decenni affollando ristoranti asiatici e take away
(i numerosissimi locali con cibo da asporto). Ultimamente pero'
la musica e' cambiata: adesso vanno forte soprattutto i locali
con le specialita' 'made in Italy'.
Un dato fotografa bene la nuova tendenza: il 13 per cento
(delle 700mila persone monitorate da 'tourchlocal.com') ha
cercato su internet il ristorante italiano piu' vicino a casa
propria, contro l'11,6 per cento che si e' servito della Rete
per cenare in un posto dove servono indiano.
Gli inglesi mangiano spesso fuori casa e i ristoranti
italiani (veraci e meno veraci) si trovano in ogni angolo della
Gran Bretagna. La citta' che detiene il primato come numero di
locali che servono cucina tricolore e' Glasgow, dove ben un
ristorante su quattro e' italiano.
Secondo un altro studio, il piatto preferito degli inglesi e'
diventato in assoluto la pasta al ragu', che su questa sponda
della Manica viene comunemente chiamata 'Spaghetti Bolognese'.
Ne esiste addirittura una versione in lattina, venduta a poco
prezzo nei supermercati.
''La cucina italiana - ha detto al quotidiano britannico
'Daily Express' Tamer Ozmen, direttore del sito web - sta
rimpiazzando il curry, piatto preferito dai britannici e sta
diventando la prima scelta quando si tratta di andare a cena
fuori. Anche gli affari dei take-away indiani vanno male''.
I britannici mangiano italiano anche tra le mura domestiche:
sono sempre piu' numerosi i siti che pretendono ad esempio di
fornire la ricetta perfetta per un buon ragu' alla bolognese. E
quindi, nonostante il sugo sia disponibile in barattolo al
supermercato, sono molti gli inglesi che preparano la salsa a
casa. Stando ai dati di una ricerca recentemente condotta da
YouGov, su commissione di Loyd Grossman Sauces, un'azienda che
produce sughi i sudditi di sua Maesta' mangiano almeno due volte
a settimana un fumante piatto di pasta (scotta) cosparsa del
tradizionale sugo emiliano.
Dalla ricerca e' anche emerso che la scelta ricade sulla
pasta al ragu' non solo perche' e' buona, ma soprattutto
perche', a detta degli inglesi, e' facile e veloce da preparare.
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