(ANSA) - LONDRA, 30 GEN - Dire addio ad Harry Potter e'
stato, per la sua creatrice, ''la peggiore separazione della mia
vita, molto peggio che lasciarsi con qualsiasi uomo'': lo ha
detto la stessa JK Rowling accettando un premio ieri sera a
Londra.
''Ma - ha aggiunto, intervistata dalla Bbc - e' stato anche
bellissimo fermarsi, prendere un bel respiro e dire, mio Dio,
guarda cosa e' successo con quell'idea che ho avuto 17 anni fa
in treno''.
La scrittrice ha quindi ribadito che Harry Potter e i doni
della morte, l'ultimo della serie, e' il suo preferito. ''E' il
migliore che io abbia scritto. Era la mia storia preferita, sono
riuscita a dire tutte le cose di cui parlavano tutti questi
libri, ma sulle quali non ero mai stata cosi' aperta''.
mercoledì 30 gennaio 2008
LETTERATURA: CAPUANA E DE ROBERTO A LUCI ROSSE, LIBELLO ''HARD''
SCOPERTA UN'OPERETTA 'OSCENA' CHE DOVEVA ESSERE DISTRUTTA
Roma, 30 gen. - (Adnkronos) - E' stato scoperto un libello
''hard'' di due illustri scrittori italiani vissuti a cavallo tra
Ottocento e Novecento, Luigi Capuana e Federico De Roberto, autori
rispettivamente dei romanzi ''Il marchese di Roccaverdina'' e ''I
vicere'''. Si tratta di ''un libro sporco'', di uno scherzo destinato
a restare privato, dove consuetudini quotidiane sono allegramente
infiochettate di amene oscenita', che i due amici fecero stampare nel
giugno del 1887 a Catania in sole quattro copie, impegnando poi
ciascuno dei quattro proprietari a distruggere in breve tempo il
proprio esemplare per non dare scandalo.
Uno dei quattro esemplari di ''Saghe e seghe'', questo il titolo
allusivamente osceno dell'operetta ideata da Capuana e De Roberto, e'
stato fortunosamente recuperato dalla professoressa Sarah Zapulla
Muscara', ordinaria di letteratura italiana all'Universita' di
Catania, che ora ha ne curato l'edizione critica in anastatica per la
casa editrice La Cantinella, con il patrocinio di Archigen e del
Comune di Mineo.
Il gaio libello ideato da Capuana e De Roberto, con la
complicita' dell'avvocato canatese Francesco Ferlito, e' ascrivibile
all'antica e gloriosa tradizione del genere comico-realistico. ''Saghe
e seghe col senno e con la mano'' fu edito su carta pregiata in soli
quattro esemplari, autografati e numerati dagli autori, uno per
ciascun autore ed uno per lo stampatore-editore Michele Galatola.
Tutti e quattro avevano l'obbligo di distruggere l'operetta, ma il
Ferlito disubbidi' e cosi' e' stata tramandata fino a noi la sua copia
superstite.
Roma, 30 gen. - (Adnkronos) - E' stato scoperto un libello
''hard'' di due illustri scrittori italiani vissuti a cavallo tra
Ottocento e Novecento, Luigi Capuana e Federico De Roberto, autori
rispettivamente dei romanzi ''Il marchese di Roccaverdina'' e ''I
vicere'''. Si tratta di ''un libro sporco'', di uno scherzo destinato
a restare privato, dove consuetudini quotidiane sono allegramente
infiochettate di amene oscenita', che i due amici fecero stampare nel
giugno del 1887 a Catania in sole quattro copie, impegnando poi
ciascuno dei quattro proprietari a distruggere in breve tempo il
proprio esemplare per non dare scandalo.
Uno dei quattro esemplari di ''Saghe e seghe'', questo il titolo
allusivamente osceno dell'operetta ideata da Capuana e De Roberto, e'
stato fortunosamente recuperato dalla professoressa Sarah Zapulla
Muscara', ordinaria di letteratura italiana all'Universita' di
Catania, che ora ha ne curato l'edizione critica in anastatica per la
casa editrice La Cantinella, con il patrocinio di Archigen e del
Comune di Mineo.
Il gaio libello ideato da Capuana e De Roberto, con la
complicita' dell'avvocato canatese Francesco Ferlito, e' ascrivibile
all'antica e gloriosa tradizione del genere comico-realistico. ''Saghe
e seghe col senno e con la mano'' fu edito su carta pregiata in soli
quattro esemplari, autografati e numerati dagli autori, uno per
ciascun autore ed uno per lo stampatore-editore Michele Galatola.
Tutti e quattro avevano l'obbligo di distruggere l'operetta, ma il
Ferlito disubbidi' e cosi' e' stata tramandata fino a noi la sua copia
superstite.
FRANCIA: PUBBLICITA' RYANAIR, SARKOZY E BRUNI CHIEDONO 500MILA EURO
Parigi, 30 gen. - (Adnkronos/Dpa) - Nicolas Sarkozy e Carla
Bruni chiedono un risarcimento alla Ryanair, dopo l'utilizzo di una
foto del presidente francese con la sua fidanzata per pubblicizzare la
compagnia aerea low cost. Lo scrive oggi il quotidiano francese "Le
Monde", secondo cui Sarkozy ha chiesto un risarcimento di un euro per
violazione dei diritti d'immagine, mentre l'ex top model italiana
esige 500mila euro per danni. L'avvocato del presidente, Thierry
Herzog, ha spiegato che la richiesta della Bruni ha a che fare con la
sua professione di modella: "Ha contratti pubblicitari con marchi che
le pagano molti soldi perche' li rappresenti. Una foto di Carla Bruni
vale 500mila euro".
Nella pubblicita' della compagnia low coast apparsa due giorni
fa su "Le Parisien" si vede la coppia sorridente con Carla Bruni che
dice: "Con Ryanair, tutta la mia famiglia potra' assistere al mio
matrimonio".
Bruni chiedono un risarcimento alla Ryanair, dopo l'utilizzo di una
foto del presidente francese con la sua fidanzata per pubblicizzare la
compagnia aerea low cost. Lo scrive oggi il quotidiano francese "Le
Monde", secondo cui Sarkozy ha chiesto un risarcimento di un euro per
violazione dei diritti d'immagine, mentre l'ex top model italiana
esige 500mila euro per danni. L'avvocato del presidente, Thierry
Herzog, ha spiegato che la richiesta della Bruni ha a che fare con la
sua professione di modella: "Ha contratti pubblicitari con marchi che
le pagano molti soldi perche' li rappresenti. Una foto di Carla Bruni
vale 500mila euro".
Nella pubblicita' della compagnia low coast apparsa due giorni
fa su "Le Parisien" si vede la coppia sorridente con Carla Bruni che
dice: "Con Ryanair, tutta la mia famiglia potra' assistere al mio
matrimonio".
PASTORE TENTA DI IMPICCARE IL SUO CANE, RISCHIA IL CARCERE
(AGI) - Roma, 30 gen. - Aveva deciso di punire con la pena
capitale il suo cane, un maremmano che, a suo dire, aveva
tentato di azzannare gli agnelli del gregge che ha in custodia.
Cosi', un pastore romeno, presa una bella e robusta corda ha
immobilizzato l'animale, quello che viene definito il "piu'
fedele amico dell'uomo", e lo ha trascinato all'albero piu'
vicino. Scelto il ramo il boia ha iniziato il suo lavoro. La
sua sfortuna, che pero' ha salvato la vita al quadrupede, e'
che nei Pratoni di Vigna delle Murate (Laurentino), che hanno
fatto da sfondo a questa scena degna di un film dell'orrore,
sorge un grosso edificio moderno che ospita alcuni uffici. Nel
silenzio della campagna i guaiti del cane hanno infatti
richiamato l'attenzione di alcune impiegate che, affacciatesi
alla finestra, hanno visto quell'uomo inginocchiato che, con
tutta la sua forza, stava tentando di impiccare al ramo il suo
cane. Gli occhi del maremmano erano gia' diventati rosso sangue
e i latrati si stavano spegnendo. Immediatamente altre finestre
dell'edificio si sono spalancate e le impiegate hanno iniziato
ad urlare. C'e' chi nel frattempo ha chiamato i carabinieri e
l'Ente Nazionale di Protezione degli Animali. Il boia, vistosi
scoperto e, preso dal panico, ha lasciato il cappio dandosi
alla fuga. Il cane, nonostante fosse ferito e' scappato e
ancora non e' stato rintracciato. I carabinieri, invece hanno
individuato il pastore, lo hanno condotto al comando della
Cecchignola, lo hanno interrrogato e denunciato per
maltrattamenti di animali (art. 544 cp) e ora rischia una
condanna fino a un anno di reclusione o una multa fino a 15mila
euro. L'Enpa ha gia' deciso che al processo sui costituira'
parte civile.
Ora gli impiegati che hanno salvato la vita al cane non si
danno pace: che fine ha fatto il maremmano? Carabinieri e Asl
lo stanno cercando e se lo troveranno sara' affidato al canile
municipale per poi essere adottato da qualcuno che i cani li
ama veramente e non li punisce, anche quando combinano guai
grossi, con la pena capitale.
capitale il suo cane, un maremmano che, a suo dire, aveva
tentato di azzannare gli agnelli del gregge che ha in custodia.
Cosi', un pastore romeno, presa una bella e robusta corda ha
immobilizzato l'animale, quello che viene definito il "piu'
fedele amico dell'uomo", e lo ha trascinato all'albero piu'
vicino. Scelto il ramo il boia ha iniziato il suo lavoro. La
sua sfortuna, che pero' ha salvato la vita al quadrupede, e'
che nei Pratoni di Vigna delle Murate (Laurentino), che hanno
fatto da sfondo a questa scena degna di un film dell'orrore,
sorge un grosso edificio moderno che ospita alcuni uffici. Nel
silenzio della campagna i guaiti del cane hanno infatti
richiamato l'attenzione di alcune impiegate che, affacciatesi
alla finestra, hanno visto quell'uomo inginocchiato che, con
tutta la sua forza, stava tentando di impiccare al ramo il suo
cane. Gli occhi del maremmano erano gia' diventati rosso sangue
e i latrati si stavano spegnendo. Immediatamente altre finestre
dell'edificio si sono spalancate e le impiegate hanno iniziato
ad urlare. C'e' chi nel frattempo ha chiamato i carabinieri e
l'Ente Nazionale di Protezione degli Animali. Il boia, vistosi
scoperto e, preso dal panico, ha lasciato il cappio dandosi
alla fuga. Il cane, nonostante fosse ferito e' scappato e
ancora non e' stato rintracciato. I carabinieri, invece hanno
individuato il pastore, lo hanno condotto al comando della
Cecchignola, lo hanno interrrogato e denunciato per
maltrattamenti di animali (art. 544 cp) e ora rischia una
condanna fino a un anno di reclusione o una multa fino a 15mila
euro. L'Enpa ha gia' deciso che al processo sui costituira'
parte civile.
Ora gli impiegati che hanno salvato la vita al cane non si
danno pace: che fine ha fatto il maremmano? Carabinieri e Asl
lo stanno cercando e se lo troveranno sara' affidato al canile
municipale per poi essere adottato da qualcuno che i cani li
ama veramente e non li punisce, anche quando combinano guai
grossi, con la pena capitale.
PUBBLICITA': AZIENDA MOBILI ORGANIZZA PROVINI PER SIT COM-TV
(ANSA) - CASTELFRANCO VENETO (TREVISO), 30 GEN - Per
reclamizzare un'immagine rinnovata ed una nuova denominazione
un'azienda trevigiana del mobile ha organizzato un casting
rivolto ad attori non professionisti i quali potranno cosi'
debuttare come protagonisti in una mini serie televisiva di
sette puntate.
Tema della produzione, composta di episodi da tre minuti
ciascuno, saranno situazioni in cui una giovane coppia di
fidanzati, in procinto di sposarsi, cercano di mettere insieme
l'arredamento della loro abitazione.
Il singolare revival del vecchio ''Carosello'', benche'
riproposto in chiave amatoriale, sara' trasmesso da circuiti tv
privati del Nord Italia a partire dalla prossima primavera. I
provini, ai quali potranno partecipare persone di eta' compresa
tra i 18 ed i 60 anni, si svolgeranno il giorni 2 e 3 febbraio
nei sei punti vendita della catena mobiliera trevigiana situati
in Veneto, Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna.
reclamizzare un'immagine rinnovata ed una nuova denominazione
un'azienda trevigiana del mobile ha organizzato un casting
rivolto ad attori non professionisti i quali potranno cosi'
debuttare come protagonisti in una mini serie televisiva di
sette puntate.
Tema della produzione, composta di episodi da tre minuti
ciascuno, saranno situazioni in cui una giovane coppia di
fidanzati, in procinto di sposarsi, cercano di mettere insieme
l'arredamento della loro abitazione.
Il singolare revival del vecchio ''Carosello'', benche'
riproposto in chiave amatoriale, sara' trasmesso da circuiti tv
privati del Nord Italia a partire dalla prossima primavera. I
provini, ai quali potranno partecipare persone di eta' compresa
tra i 18 ed i 60 anni, si svolgeranno il giorni 2 e 3 febbraio
nei sei punti vendita della catena mobiliera trevigiana situati
in Veneto, Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna.
PROSTITUZIONE: CAPI CLAN SI INNAMORANO, NASCE SUPER-BANDA
(ANSA) - PESCARA, 30 GEN - Bonnie e Clyde stavolta avevano
scelto il marciapiede. La storia d'amore tra i capi delle due
bande, romena e albanese, aveva cosi' portato alla nascita di un
unico sodalizio per lo sfruttamento della prostituzione, una
super-banda.
E' quanto emerso dall''Operazione Lucciola' effettuata dai
carabinieri di Montesilvano (Pescara) che hanno emesso undici
ordinanze di custodia cautelare in provincia di Pescara, Teramo,
L'Aquila, Foggia e Roma per i reati di associazione per
delinquere finalizzata al reclutamento di donne di avviare alla
prostituzione, sfruttamento della prostituzione, tentata
estorsione e tentata rapina ai danni di prostitute, porto
abusivo di arma da fuoco, traffico di sostanze stupefacenti,
favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
In origine le organizzazioni criminali erano due, ma un
legame sentimentale tra i due capi, una donna romena, Daniela
Elena Simbotin, detta Carmen, ed un albanese, Spartak Brataj,
detto Taku, arrestati entrambi, ha condotto ad un unico gruppo
criminale.
Carmen, insieme con una connazionale che si trovava in
Romania, aveva il compito di reclutare in patria le ragazze e di
indirizzarle in Italia; Taku invece, insieme al suo gruppo di
albanesi, sfruttava le prostitute sul territorio.
Quattro delle undici persone nei confronti delle quali sono
stati emessi ordini di custodia cautelare erano finite in
carcere il 16 giugno scorso perche' trovate in possesso, nei
pressi della stazione ferroviaria di Pescara, di dieci
chilogrammi di eroina.
Altre quattro, tra albanesi e romeni, sono ancora ricercate.
Tre, infine, sono state arrestate nell'operazione di oggi.
scelto il marciapiede. La storia d'amore tra i capi delle due
bande, romena e albanese, aveva cosi' portato alla nascita di un
unico sodalizio per lo sfruttamento della prostituzione, una
super-banda.
E' quanto emerso dall''Operazione Lucciola' effettuata dai
carabinieri di Montesilvano (Pescara) che hanno emesso undici
ordinanze di custodia cautelare in provincia di Pescara, Teramo,
L'Aquila, Foggia e Roma per i reati di associazione per
delinquere finalizzata al reclutamento di donne di avviare alla
prostituzione, sfruttamento della prostituzione, tentata
estorsione e tentata rapina ai danni di prostitute, porto
abusivo di arma da fuoco, traffico di sostanze stupefacenti,
favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
In origine le organizzazioni criminali erano due, ma un
legame sentimentale tra i due capi, una donna romena, Daniela
Elena Simbotin, detta Carmen, ed un albanese, Spartak Brataj,
detto Taku, arrestati entrambi, ha condotto ad un unico gruppo
criminale.
Carmen, insieme con una connazionale che si trovava in
Romania, aveva il compito di reclutare in patria le ragazze e di
indirizzarle in Italia; Taku invece, insieme al suo gruppo di
albanesi, sfruttava le prostitute sul territorio.
Quattro delle undici persone nei confronti delle quali sono
stati emessi ordini di custodia cautelare erano finite in
carcere il 16 giugno scorso perche' trovate in possesso, nei
pressi della stazione ferroviaria di Pescara, di dieci
chilogrammi di eroina.
Altre quattro, tra albanesi e romeni, sono ancora ricercate.
Tre, infine, sono state arrestate nell'operazione di oggi.
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