mercoledì 9 aprile 2008

LAVORO: 81% ITALIANI DISPOSTO A STRASFERIRSI IN ALTRE CITTA' PER LAVORO

INDAGINE KELLY WORKFORCE INDEX, 67% DISPOSTO A CAMBIARE PAESE
Roma, 9 apr. (Adnkronos) - Italiani disponibilissimi a valutare opportunita' lavorative in altre citta' (81%) o Paesi stranieri (67%) e pronti a cambiare anche radicalmente lingua ed abitudini. Molto poco propensi, invece, a lunghi trasferimenti quotidiani: solo l'8% accetterebbe percorsi oltre i 60 minuti. Lo rivela l'ultimo Kelly workforce index, l'indagine condotta per verificare quanto siano disposti i lavoratori a spostarsi per trovare occupazione e realizzatada Kelly services.
Secondo quanto emerso dalla ricerca, l'atteggiamento dei lavoratori verso il pendolarismo non e' uniforme. Se ovunque e' auspicata una certa prossimita' tra ufficio e luogo di residenza, il livello di insofferenza verso la necessita' di lunghi spostamenti per raggiungere il proprio posto di lavoro varia sensibilmente da paese a paese. In Belgio, per esempio, ben il 23% degli intervistati ha dichiarato di essere disposto ad affrontare spostamenti di oltre un'ora per raggiungere l'ufficio, mentre in Italia solo l'8% del campione accetterebbe tratte quotidiane che superano i 60 minuti.
Venendo ai dati della ricerca globale, a sorpresa, la disponibilita' a cambiare citta' o Paese per ricoprire una posizione lavorativa piu' ambita, diviene per i lavoratori del nuovo millennio quasi una necessita'. Infatti, nonostante il 57% degli intervistati si auguri di continuare a vivere e lavorare nella stessa citta' fino alla pensione, ben il 75% delle persone coinvolte nel sondaggio valuterebbe la possibilita' di spostarsi per intraprendere una nuova esperienza professionale, e il 59% addirittura di emigrare all'estero. Tendenza questa, ulteriormente avvalorata dall'alta percentuale di intervistati che affermano di aver gia' cambiato citta' (42%) e Paese (21%).

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