(AGI) - Palermo, 5 feb. - Da dicembre aveva l'obbligo di
presentarsi alla polizia giudiziaria del commissariato
Oreto-stazione di Palermo e non intedeva violarlo. Peccato,
pero', che tanto zelo "viaggiava" a bordo di un ciclomotore
privo di targhino, senza documenti e assicurazione e persino
rubato. Sul mezzo a due ruote, per giunta senza casco, si era
presentato ai poliziotti B.A., pregiudicato di 25 anni con
precedenti per furto aggravato, invasione di terreni ed edifici
e ricettazione, il quale, con disinvoltura, ha pure
improvvisato acrobatiche piroette davanti a una volante del
commissariato. Per lo spudorato giovane e' cosi' scattata la
denuncia per ricettazione dopo l'immediato controllo degli
agenti che, oltre a verificare l'assenza di targhino, casco,
assicurazione e altri documenti, dal numero di telaio sono
riusciti ad accertare la provenienza furtiva del mezzo. Il
pregiudicato ha detto di non esserne a conoscenza,
giustificando le altre inadempienze affermando di avere avuto
il mezzo dalla cugina che glielo avrebbe prestato per recarsi
al commissariato.
martedì 5 febbraio 2008
INTERNET:STUDIO, GENITORI 'IMBROGLIATI DA FIGLI SU USO RETE
(ANSA) - ROMA, 5 FEB - Se i genitori hanno difficolta' a
controllare i propri figli nel mondo 'reale', su Internet va
molto peggio. Lo dimostra uno studio dell'universita' di Tel
Aviv, secondo cui la maggior parte di mamme e papa' non ha idea
di cosa combinino i bambini nel Web.
Dafna Lemish, una psicologa israeliana, ha condotto la
ricerca su 500 famiglie intervistando genitori e figli
separatamente riguardo alle abitudini durante la navigazione. Ne
e' venuta fuori una forte differenza tra le percezioni e gli
effettivi comportamenti: ad esempio il 73% dei ragazzi, di eta'
compresa tra gli 8 e i 18 anni, fornisce le proprie generalita'
su Internet, ma solo il 4% dei genitori lo sa. Ancora
piu'preoccupante il dato sugli incontri in rete con sconosciuti,
ammessi dal 40% dei giovani ma di cui solo il 9% dei genitori e'
avvertito.
''Questi dati - afferma la psicologa, che ha presentato lo
studio ad un convegno europeo sul tema - ci dicono che i
genitori non sanno assolutamente cosa facciano i propri figli
con il computer''.
controllare i propri figli nel mondo 'reale', su Internet va
molto peggio. Lo dimostra uno studio dell'universita' di Tel
Aviv, secondo cui la maggior parte di mamme e papa' non ha idea
di cosa combinino i bambini nel Web.
Dafna Lemish, una psicologa israeliana, ha condotto la
ricerca su 500 famiglie intervistando genitori e figli
separatamente riguardo alle abitudini durante la navigazione. Ne
e' venuta fuori una forte differenza tra le percezioni e gli
effettivi comportamenti: ad esempio il 73% dei ragazzi, di eta'
compresa tra gli 8 e i 18 anni, fornisce le proprie generalita'
su Internet, ma solo il 4% dei genitori lo sa. Ancora
piu'preoccupante il dato sugli incontri in rete con sconosciuti,
ammessi dal 40% dei giovani ma di cui solo il 9% dei genitori e'
avvertito.
''Questi dati - afferma la psicologa, che ha presentato lo
studio ad un convegno europeo sul tema - ci dicono che i
genitori non sanno assolutamente cosa facciano i propri figli
con il computer''.
RICERCA: PARTNER PIU' IRRITANTE CON GLI ANNI? NON FA MALE ALLA COPPIA
PICCO DI CONFLITTI A 20-30 ANNI, POI LE RELAZIONI DIVENTANO MENO
LITIGIOSE
Milano, 5 feb. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Partner sempre
piu' irritanti ed esigenti, via via che passano gli anni? Non tutto il
male viene per nuocere, almeno secondo i ricercatori dell'Universita'
del Michigan (Usa), convinti che dietro questa dinamica possa celarsi
un'inattesa spia della solidita' di un rapporto fatto di contatti
quotidiani. Il team ha condotto uno studio durato diversi anni su
oltre 800 persone 'over 20', analizzando gli aspetti negativi delle
relazioni con partner, amici e figli. "Molti studi mostrano che il
matrimonio migliora il benessere - afferma Kira Birditt,
dell'Institute for Social Research dell'ateneo Usa - ma pochi finora
si sono concentrati sugli aspetti negativi delle relazioni piu'
strette".
Guardare i nostri compagni con occhi piu' critici con il passare
del tempo puo' non essere del tutto negativo, dice Birditt. Anzi,
potrebbe addirittura essere una cosa positiva. "Con l'eta' - spiegano
i ricercatori del team statunitense, illustrando la ricerca sul sito
dell'ateneo - diventiamo piu' vicini al nostro compagno, piu' capaci
di esprimere noi stessi. In altre parole, e' possibile che la
negativita' sia un normale aspetto delle relazioni a due, che
prevedono un contatto quotidiano e prolungato".
Dunque siamo piu' trasparenti, discutiamo, ci scontriamo, ma
impariamo anche a gestire il confronto. E, se la coppia dura, le cose
sembrano migliorare su tutti i fronti con l'avanzare dell'eta'.
LITIGIOSE
Milano, 5 feb. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Partner sempre
piu' irritanti ed esigenti, via via che passano gli anni? Non tutto il
male viene per nuocere, almeno secondo i ricercatori dell'Universita'
del Michigan (Usa), convinti che dietro questa dinamica possa celarsi
un'inattesa spia della solidita' di un rapporto fatto di contatti
quotidiani. Il team ha condotto uno studio durato diversi anni su
oltre 800 persone 'over 20', analizzando gli aspetti negativi delle
relazioni con partner, amici e figli. "Molti studi mostrano che il
matrimonio migliora il benessere - afferma Kira Birditt,
dell'Institute for Social Research dell'ateneo Usa - ma pochi finora
si sono concentrati sugli aspetti negativi delle relazioni piu'
strette".
Guardare i nostri compagni con occhi piu' critici con il passare
del tempo puo' non essere del tutto negativo, dice Birditt. Anzi,
potrebbe addirittura essere una cosa positiva. "Con l'eta' - spiegano
i ricercatori del team statunitense, illustrando la ricerca sul sito
dell'ateneo - diventiamo piu' vicini al nostro compagno, piu' capaci
di esprimere noi stessi. In altre parole, e' possibile che la
negativita' sia un normale aspetto delle relazioni a due, che
prevedono un contatto quotidiano e prolungato".
Dunque siamo piu' trasparenti, discutiamo, ci scontriamo, ma
impariamo anche a gestire il confronto. E, se la coppia dura, le cose
sembrano migliorare su tutti i fronti con l'avanzare dell'eta'.
VIOLENZA SESSUALE: 'MASSAGGIA' ALUNNA, CONFERMATA CONDANNA
(ANSA) - MILANO, 5 FEB - Un anno e due mesi di reclusione:
questa la condanna che la prima Corte d'Appello di Milano ha
inflitto a R.B., bidello di una scuola media della citta',
accusato di violenza sessuale per avere eseguito ''particolari
massaggi'' su una alunna di 13 anni che era stata colta da
malore a scuola.
In aula l'imputato ha respinto l'addebito, sostenendo di
avere soltanto cercato di aiutare la ragazzina a riprendersi dal
malessere. La difesa ha chiesto l'assoluzione, ma la Corte ha
accolto le conclusioni del sostituto procuratore generale Laura
Bertole' Viale e ha ribadito la sentenza di primo grado.
questa la condanna che la prima Corte d'Appello di Milano ha
inflitto a R.B., bidello di una scuola media della citta',
accusato di violenza sessuale per avere eseguito ''particolari
massaggi'' su una alunna di 13 anni che era stata colta da
malore a scuola.
In aula l'imputato ha respinto l'addebito, sostenendo di
avere soltanto cercato di aiutare la ragazzina a riprendersi dal
malessere. La difesa ha chiesto l'assoluzione, ma la Corte ha
accolto le conclusioni del sostituto procuratore generale Laura
Bertole' Viale e ha ribadito la sentenza di primo grado.
PICO E POLIZIANO FURONO AVVELENATI, SECONDO STUDIOSI
(ANSA) - FIRENZE, 5 FEB - Pico della Mirandola era un 'omone'
alto quasi due metri, con una testa molto grande, di corporatura
robusta, e soffriva delle 'dita a martello' e di una anchilosi
alla schiena. Poliziano, invece, era piccolo, appena 153
centimetri di altezza, con un naso pronunciato e un problema al
collo. Entrambi i letterati furono uccisi con arsenico e forse
il mandante fu il figlio di Lorenzo il Magnifico Piero de'
Medici.
Sono questi alcuni particolari svelati dalle analisi
antropologiche e archeometriche condotte sulle salme dei due
illustri fiorentini, morti entrambi nel 1494 e riesumati nel
luglio scorso, promosse dal Comitato nazionale per la
valorizzazione dei beni storici, culturali e ambientali. Finora,
tra le ipotesi piu' accreditate, si era parlato di avvelenamento
solo per Pico, mentre per Poliziano si sospettava una sifilide.
Adesso le indagini hanno permesso di trovare valori molto alti
di arsenico nei resti, come spiegato da Fulvio Bartoli
dell'Universita' di Pisa e da Lucio Calcagnile, dell'Ateneo del
Salento. ''Il mandante piu' accreditato - ha affermato Silvano
Vinceti, presidente del Comitato - e' Piero de' Medici, secondo
quanto si desume incrociando i risultati delle analisi con
alcuni nuovi documenti storici. Esecutore materiale
dell'omicidio di Pico sarebbe stato Cristoforo da Casalmaggiore,
suo segretario. Quest'ultimo, tra l'altro, ammetterebbe di
averlo avvelenato 'perche' era malato'''. Tra gli altri
possibili mandanti, Vinceti pensa anche a Ficino, esponente
della potente corporazione degli Astrologi, oppure il cardinale
spagnolo Remolines, capo del tribunale dell'Inquisizione, oppure
anche i Cabalisti.
Ma al di la' delle cause della morte, le analisi, come ha
illustrato Giorgio Gruppioni dell'Universita' di Bologna, hanno
anche accertato l'identita' dei resti e cercato di ricostruire
le caratteristiche fisiche e somatiche dei due letterati. Anche
il Ris di Parma sta indagando, in particolare sul dna. A Pisa e'
stata studiata pure l'alimentazione: e' risultata una dieta
molto proteica e povera di pesce e carboidrati. Tra le altre
curiosita', e' emerso che Pico, famoso per la sua prodigiosa
memoria, aveva una testa molto grande: secondo quanto stimato
durante le analisi, la sua capacita' cranica era di 1768
centimetri cubi, mentre quella di un uomo medio occidentale e'
di 1450 cm cubi.
Ora i resti di Poliziano, Pico e del suo amico poeta Girolamo
Benivieni, che aveva chiesto di essere sepolto con lui e con lui
e' stato trovato, quasi abbracciato, sono tornate a riposare
laddove erano state tolte, ovvero nel piccolo chiostro della
Basilica di San Marco a Firenze. Forse in futuro le salme
potrebbero trovar posto direttamente nella Chiesa, dove peraltro
ci sono gia' lapidi commemorative. Bocciata invece l'ipotesi di
traslare Pico a Mirandola, dopo che l'esposizione della bara e
delle ossa nella cittadina emiliana ha richiamato in due giorni
oltre 3000 visitatori. ''Sicuramente - ha detto Fausto Sbaffoni,
priore del convento di San Marco - le salme rimarranno a
Firenze''.
alto quasi due metri, con una testa molto grande, di corporatura
robusta, e soffriva delle 'dita a martello' e di una anchilosi
alla schiena. Poliziano, invece, era piccolo, appena 153
centimetri di altezza, con un naso pronunciato e un problema al
collo. Entrambi i letterati furono uccisi con arsenico e forse
il mandante fu il figlio di Lorenzo il Magnifico Piero de'
Medici.
Sono questi alcuni particolari svelati dalle analisi
antropologiche e archeometriche condotte sulle salme dei due
illustri fiorentini, morti entrambi nel 1494 e riesumati nel
luglio scorso, promosse dal Comitato nazionale per la
valorizzazione dei beni storici, culturali e ambientali. Finora,
tra le ipotesi piu' accreditate, si era parlato di avvelenamento
solo per Pico, mentre per Poliziano si sospettava una sifilide.
Adesso le indagini hanno permesso di trovare valori molto alti
di arsenico nei resti, come spiegato da Fulvio Bartoli
dell'Universita' di Pisa e da Lucio Calcagnile, dell'Ateneo del
Salento. ''Il mandante piu' accreditato - ha affermato Silvano
Vinceti, presidente del Comitato - e' Piero de' Medici, secondo
quanto si desume incrociando i risultati delle analisi con
alcuni nuovi documenti storici. Esecutore materiale
dell'omicidio di Pico sarebbe stato Cristoforo da Casalmaggiore,
suo segretario. Quest'ultimo, tra l'altro, ammetterebbe di
averlo avvelenato 'perche' era malato'''. Tra gli altri
possibili mandanti, Vinceti pensa anche a Ficino, esponente
della potente corporazione degli Astrologi, oppure il cardinale
spagnolo Remolines, capo del tribunale dell'Inquisizione, oppure
anche i Cabalisti.
Ma al di la' delle cause della morte, le analisi, come ha
illustrato Giorgio Gruppioni dell'Universita' di Bologna, hanno
anche accertato l'identita' dei resti e cercato di ricostruire
le caratteristiche fisiche e somatiche dei due letterati. Anche
il Ris di Parma sta indagando, in particolare sul dna. A Pisa e'
stata studiata pure l'alimentazione: e' risultata una dieta
molto proteica e povera di pesce e carboidrati. Tra le altre
curiosita', e' emerso che Pico, famoso per la sua prodigiosa
memoria, aveva una testa molto grande: secondo quanto stimato
durante le analisi, la sua capacita' cranica era di 1768
centimetri cubi, mentre quella di un uomo medio occidentale e'
di 1450 cm cubi.
Ora i resti di Poliziano, Pico e del suo amico poeta Girolamo
Benivieni, che aveva chiesto di essere sepolto con lui e con lui
e' stato trovato, quasi abbracciato, sono tornate a riposare
laddove erano state tolte, ovvero nel piccolo chiostro della
Basilica di San Marco a Firenze. Forse in futuro le salme
potrebbero trovar posto direttamente nella Chiesa, dove peraltro
ci sono gia' lapidi commemorative. Bocciata invece l'ipotesi di
traslare Pico a Mirandola, dopo che l'esposizione della bara e
delle ossa nella cittadina emiliana ha richiamato in due giorni
oltre 3000 visitatori. ''Sicuramente - ha detto Fausto Sbaffoni,
priore del convento di San Marco - le salme rimarranno a
Firenze''.
SALUTE: 'DIPENDENZA' DA VIDEOGAME E' SCRITTA NEL CERVELLO MASCHILE
SI ACCENDE AREA PIACERE E ASSUEFAZIONE MOLTO PIU' CHE NELLE
DONNE
Roma, 5 feb. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Il fidanzato
impegnato nel torneo di Playstation, il marito che fa il conto alla
rovescia per rientrare da lavoro e sfidare i propri figli all'ultima
versione di Tomb Raider. Nulla di strano se gli uomini subiscono piu'
delle donne il fascino della consolle. Uno studio statunitense ha
infatti dimostrato che i maschi traggono dai videogame maggiore
gratificazione rispetto al gentil sesso, perche' solo nel cervello di
lui si accende l'area del piacere. Distruggere mostri e segnare goal
virtuali, in altre parole, li fa sentire conquistatori soddisfatti.
In loro, rivela lo studio realizzato dall'universita'
californiana di Stanford e pubblicato sulle pagine del Journal of
Psychiatric Research, la consolle attiva un'area del cervello, il
cosiddetto centro mesocorticolimbico, legata alla ricompensa e
all'assuefazione. Un'area cerebrale che, alle prese con un videogame,
si 'accende' molto piu' che nelle donne. Nella loro ricerca, il team
di studiosi ha progettato un videogioco semplice, in cui era
necessario cliccare alcune palline per guadagnare territorio. Ha
dunque sottoposto il campione, composto da 11 uomini e 11 donne, a
risonanza magnetica mentre ciascun componente era impegnato a giocare,
'fotografando' cosi' le aree del cervello maggiormente attive.
Le immagini della risonanza parlano chiaro. Il gioco attiva il
centro mesocorticolimbico del cervello, l'area associata alle
ricompense e all'assuefazione, ma per gli uomini l'attivazione e' di
gran lunga piu' alta e proporzionale al successo nel gioco. Piu'
vincono, dunque, piu' si sentono soddisfatti e allo stesso tempo
dipendenti dalla consolle.
DONNE
Roma, 5 feb. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Il fidanzato
impegnato nel torneo di Playstation, il marito che fa il conto alla
rovescia per rientrare da lavoro e sfidare i propri figli all'ultima
versione di Tomb Raider. Nulla di strano se gli uomini subiscono piu'
delle donne il fascino della consolle. Uno studio statunitense ha
infatti dimostrato che i maschi traggono dai videogame maggiore
gratificazione rispetto al gentil sesso, perche' solo nel cervello di
lui si accende l'area del piacere. Distruggere mostri e segnare goal
virtuali, in altre parole, li fa sentire conquistatori soddisfatti.
In loro, rivela lo studio realizzato dall'universita'
californiana di Stanford e pubblicato sulle pagine del Journal of
Psychiatric Research, la consolle attiva un'area del cervello, il
cosiddetto centro mesocorticolimbico, legata alla ricompensa e
all'assuefazione. Un'area cerebrale che, alle prese con un videogame,
si 'accende' molto piu' che nelle donne. Nella loro ricerca, il team
di studiosi ha progettato un videogioco semplice, in cui era
necessario cliccare alcune palline per guadagnare territorio. Ha
dunque sottoposto il campione, composto da 11 uomini e 11 donne, a
risonanza magnetica mentre ciascun componente era impegnato a giocare,
'fotografando' cosi' le aree del cervello maggiormente attive.
Le immagini della risonanza parlano chiaro. Il gioco attiva il
centro mesocorticolimbico del cervello, l'area associata alle
ricompense e all'assuefazione, ma per gli uomini l'attivazione e' di
gran lunga piu' alta e proporzionale al successo nel gioco. Piu'
vincono, dunque, piu' si sentono soddisfatti e allo stesso tempo
dipendenti dalla consolle.
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