mercoledì 2 aprile 2008

MEDICINA: NEL DNA IL SEGRETO DEI BEBE' CHE PIANGONO SEMPRE

RICERCATORI USA SCOPRONO IL GENE DEL PIANTO DEI PICCOLI
Roma, 2 apr. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Piccoli angeli sempre sorridenti, e altri che strepitano e piangono tutto il giorno. A spiegare alle neomamme perche' la cicogna a volte porta bimbi piu' tranquilli e indipendenti, altre fagottini urlanti, e' un gruppo di neuroscienziati americani, che chiama in causa il Dna. I ricercatori hanno infatti scoperto una particolare mutazione genetica, che stabilisce se i piccoli di macaco si metteranno a strepitare quando manca loro la mamma, o se ne staranno tranquilli. Si tratta di una mutazione simile a quella collegata, nell'uomo, al rischio di abuso di sostanze o alcolici.
Dunque, secondo i ricercatori diretti da Christina Barr del National Institute of Alcohol Abuse and Alcoholism di Bethesda (Maryland), proprio questa mutazione sarebbe responsabile dei pianti e delle urla ben noti a tante madri. "Alcuni bimbi sono tranquilli e seguono il flusso, altri sono decisamente molto riluttanti a lasciare le loro mamme", spiega la Barr sulla rivista 'Pnas'. Quando i bebe', ma anche i piccoli animali, passano il tempo con le loro madri, il loro corpo rilascia una sorta di farmaco naturale: gli oppiodi. I recettori molecolari posti sulle cellule cerebrali 'succhiano' queste sostanze chimiche e regalano al piccolo sentimenti di piacere.
I ricercatori hanno visto che sostanze come la morfina agiscono attraverso gli stessi recettori: minime dosi di questa sostanza (non sufficienti per l'effetto sedativo) hanno acquietato i piccoli macachi dopo che le madri se n'erano andate. Precedenti ricerche hanno suggerito che il 25-30% di queste scimmie e' portatore di una mutazione genetica nel recettore degli oppiodi, che rende gli animali molto piu' sensibili alle sostanze chimiche a livello cerebrale.

Roma, ambulanza di pet soccorso salva cane investito: e' il 600esimo

Roma, 02 APR (Velino) - Pisolo, il meticcio di undici mesi che nei giorni scorsi era stato morso da un cane e poi investito da un'auto a Castel Fusano, e' fuori pericolo. È appena uscito dalla clinica Eur Torrino dove era stato portato dall'ambulanza del Comune di Roma. "Il cane, senza tatuaggio, ne' microchip, presentava delle profonde ferite da morso nella coscia posteriore e nei lombi, per questo sanguinava molto - ha spiegato il veterinario del Comune di Roma, Stefano Argiolas - . Dopo la sutura e le cure necessarie, e' rimasto in osservazione e ora, fuori pericolo, spaventato, ma buonissimo, cerca una casa. Sara' presto sterilizzato". Trasferito provvisoriamente al canile municipale della Muratella in attesa di essere adottato, Pisolo fara' da testimonial nella campagna contro glia bbandoni per la prossima estate. In 32 mesi di attivita'sono state 2907 le segnalazioni telefoniche giunte al pet-soccorso della Capitale, l'ambulanza attrezzata per il trasporto di animali feriti del Comune di Roma, attiva di notte, gratuita per tutti i cittadini e unica nel suo genere in tutta Italia. In tutto sono stati 600 gli animali soccorsi: 352 cani, 210 gatti, 20 uccelli, 12 rettili e perfino 6 volpi.

PALEONTOLOGIA: UOMO RESPONSABILE ESTINZIONE MAMMUT LANOSI

(ANSA) - ROMA, 2 APR - A dare il colpo di grazia ai mammut lanosi, facendoli estinguere 6.000 anni fa, e' stata la pratica della caccia favorita dalle temperature addolcite da un'ondata di riscaldamento globale avvenuta in quel periodo. A sostenerlo e' uno studio pubblicato sulla rivista PLoS Biology da un gruppo di ricerca coordinato da David Nogues-Bravo, del Museo nazionale spagnolo di scienze naturali. La ricerca mette fine a un lungo dibattito sul peso avuto dalla caccia e dai cambiamenti nell'estinzione di questa specie animale strettamente imparentata con gli elefanti, che fronteggio' duri periodi di glaciazione (all'incirca da 300.000 a 6.000 anni fa) quando visse in un'area vastissima, che si estendeva dalla Spagna fino al Nordamerica. Lo studio, che fornisce per la prima volta, dati alla mano, prove che collegano i due fenomeni, e' basato su modelli di mutamenti climatici e informazioni fossili che hanno permesso di ricostruire anche la distribuzione geografica di questi animali nel tempo, mettendo a fuoco soprattutto cinque periodi: 126.000, 42.000, 30.000, 21.000, e 6.000 anni fa. I risultati hanno mostrato che i mammut hanno sofferto in due periodi di una catastrofica perdita del loro habitat: 6.000 anni fa, quando la specie ha avuto a disposizione solo il 10% dell'habitat che aveva 42.000 anni fa, ma anche 126.000 anni fa, quando le alte temperature restrinsero il loro territorio ancora di piu'. In entrambi questi periodi il mutamento climatico, collegato alla perdita dell'habitat avrebbe dovuto portare la specie all'estinzione. Ma cio' che ha segnato il destino di questi animali e' stata, 6.000 anni fa, la concomitanza con l'evoluzione dei moderni uomini, che grazie alle temperature piu' miti sono riusciti a muoversi in aree altrimenti inaccessibili per la rigidita' del clima.

GB: CREATO EMBRIONE IBRIDO UMANO-ANIMALE

(AGI/AFP) - Londra, 2 apr. - Un gruppo di ricercatori dell'Universita' di Newcastle ha creato il primo embrione ibrido umano-animale. L'annuncio dei ricercatori, che avevano avuto il via libera delle autorita' britanniche, arriva mentre le Camera dei Comuni si apprestano tra polemiche e le pressioni della Chiesa cattolica a decidere il futuro di queste ricerche. L'embrione, sopravvissuto appena tre giorni, e' stato ottenuto iniettando il Dna prelevato dalle cellule del tessuto epiteliale umano nell'ovulo di una mucca, da cui in precedenza era stato rimosso tutto il materiale genetico dell'animale. L'obiettivo finale e' studiare il comportamento delle cellule staminali, le componenti base e primordiali del corpo in grado di mutare in ognuno dei 271 tipi di tessuto umano. Utilizzando gli ovuli animali i ricercatori intendono risolvere il problema pratico della carenza di ovuli femminili disponibili per ricerche che potrebbero portare alla cura di malattie come il Parkinson e l'Alzheimer.

PALEONTOLOGIA: NELL'AMBRA 356 INSETTI DI 100 MLN DI ANNI FA

(ANSA) - ROMA, 2 APR - Riuscire a vedere attraverso l'ambra opaca e' stato possibile soltanto grazie alla luce di sincrotrone, e quello che e' venuto fuori da due chilogrammi di resina fossile e' un vero e proprio zoo, che comprende ben 356 insetti vissuti 100 milioni di anni fa, in pieno Cretaceo. Li hanno descritti, in un articolo in via di pubblicazione nella rivista Microscopy and Microanalysis, i paleontologi dell'universita' francese di Rennes, in collaborazione con la struttura europea per la radiazione di sincrotrone, l'Ersf (European synchrotron radiation facility) di Grenoble e il Museo di Storia naturale di Parigi. Alcuni insetti hanno un aspetto piu' o meno familiare (come quelli che ricordano le formiche) ma altri farebbero pensare piuttosto a delle piante. Riuscire a vedere attraverso l'ambra opaca e' sempre stata una sfida per i paleontologi. A occhio nudo e' praticamente impossibile vedere che cosa si nasconde all'interno e attualmente l'unico sistema per riuscire in questo e' utilizzare la luce di sincrotrone. L'ambra che nasconde i 356 insetti proviene dal sito francese di Charentes ed e' stata studiata da Malvina Lak, dell'universita' di Rennes e Paul Tafforeau dell'Esrf. ''I ricercatori hanno cercato per anni di studiare questa ambra, cosi' scura da sembrare una pietra, con un successo scarso o nullo. Adesso per la prima volta possiano davvero scoprire e studiare i fossili che contiene'', ha detto Tafforeau. Degli animali di questo antichissimo zoo, ricostruiti in tre dimensioni, facevano parte insetti simili a vespe, formiche, ragni, mosche e acari. Molti di essi sono minuscoli, come un acaro che ha le dimensioni di appena otto decimi di millimetro e una vespa di appena quattro millimetri. ''Gli insetti sono cosi' piccoli - spiega Malvina Lak - molto probabilmente per il fatto che gli animali piu' grandi erano in grado di liberarsi dalla resina''.

LAZIO: REGIONE FINANZIA NUOVO DEPURATORE DI VIA LUCREZIA ROMANA

Ciampino, 2 apr. - (Adnkronos) - La Regione Lazio, assessorato ambiente e cooperazione tra i popoli, ha finanziato il nuovo impianto di depurazione e dei collettori fognari di Via Lucrezia Romana a Ciampino, importo 6.420.000 euro. Contestualmente, il Comune di Ciampino e' stato individuato quale Ente attuatore dell'opera decsritta in oggetto.
"Il finanziamento del depuratore - afferma il Sindaco di Ciampino, Walter Enrico Perandini - e' molto importante per Ciampino, e per questo voglio ringraziare il Presidente Marrazzo e l'Assessore Zaratti. Tale opera ci consentira' di risolvere uno dei problemi piu' avvertiti dagli abitanti di Ciampino e del quartiere Morena del comunedi Roma, direttamente coinvolti nel disagio causato dagli inconvenienti che la struttura attuale comporta."