martedì 1 aprile 2008

MO: CUORE DI SOLDATO ISRAELIANO RIDA' LA VITA AD ARAB0

IL TRAPIANTO DI ORGANO IN UN OSPEDALE VICINO A TEL AVIV
(ANSA) - TEL AVIV, 1 APR - Il cuore di un soldato israeliano ha ridato la vita ad un giovane arabo, segnando cosi' una felice eccezione nelle relazioni fra i due popoli, spesso scandite invece da vicende che la vita la negano. Protagonisti della storia sono un militare di leva di 19 anni, Yaniv Pozoarik originario della citta' di Holon, e un arabo con passaporto israeliano di 25, Salim Louai, residente nella cittadina di Ibillin, nell'alta Galilea. La sera del 25 marzo il caporale Yaniv, mentre si trova nella sua base di ritorno da un servizio di pattugliamento, viene colpito da un proiettile partito per errore dall'arma di un altro commilitone. Le sue condizioni appaiono subito disperate, e quando arriva all'ospedale di Haifa i medici annunciano alla famiglia la morte cerebrale. ''E' bastato un attimo per decidere di donare i suoi organi - ha raccontato Yafim, il padre - perche' siamo stati certi che lui, sempre cosi' generoso, sarebbe stato orgoglioso della nostra scelta''. Quando i medici sono ancora in sala operatoria per l'espianto, inizia la fase dello screening fra i pazienti in attesa di trapianto. E la morte del caporale Yaniv si incrocia cosi', per complicate questioni genetiche, con la vita di Salim. Arabo-palestinese, pur se con passaporto israeliano, il giovane Salim Louai vive da cinque mesi legato ad cuore artificiale: ''Abbiamo sempre saputo che l'unica speranza di sopravvivenza sarebbe stata un trapianto - racconta il fratello, Tahar - e ogni giorno Salim sperava che per lui fosse quello giusto''. Dai laboratori di analisi arriva finalmente la notizia: il cuore del caporale israeliano e' compatibile con i tessuti del giovane arabo. L'intervento, durato sei ore, si e' svolto presso il centro specializzato di ''Chaim Sheba'' vicino a Tel Aviv. ''Abbiamo atteso con ansia fuori dalla sala operatoria - ha ricordato Tahar Louai - poi abbiamo visto uscire la barella con sopra Salim, finalmente con un cuore nuovo''. Il padre del soldato non ha dubbi: ''Non mi importa chi sia ad avere ricevuto l'organo di mio figlio - ha detto - ma sono certo con quel cuore, diventera' buono pure lui''. Nello stesso giorno, grazie alle donazioni autorizzate dalla famiglia del caporale Yaniv e da quella di una ragazzina morta per meningite, sono stati effettuati in Israele trapianti su 16 malati.

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