giovedì 20 dicembre 2007

TUMORI: UN BATTERIO ACCENDE DIFESE E COMBATTE MELANOMA

BATTERIO INFETTA CANCRO E ATTIVA LE REAZIONI DEL CORPO
(ANSA) - ROMA, 20 DIC - Arriva la Salmonella da un centro di
ricerca italiano sui tumori, ma niente paura, nessun pericolo in
vista per la salute, il batterio, noto solo come causa di
pericolose infezioni alimentari, diviene invece nostro alleato
contro il tumore della pelle, il melanoma, funzionando come un
vaccino.
Infatti grazie agli esperimenti coordinati da Maria Rescigno
dell'Istituto Europeo di Oncologia (IEO), Salmonella attiva il
sistema immunitario del paziente contro il tumore.
Nel nuovo studio, pubblicato oggi sulla rivista Immunity, i
ricercatori hanno ottenuto anche qualcosa in piu': hanno ideato
le opportune modifiche al batterio in modo da renderlo efficace
anche per 'richiami vaccinali' da somministrare a distanza di
anni in caso di recidive e metastasi. Il meccanismo d'azione
del vaccino batterico e' semplice: il batterio, iniettato il
tumore, attiva il sistema immunitario contro di lui.
Gia' introdotta nella pratica clinica dal gruppo milanese, la
terapia consiste nella somministrazione per via orale, di
batteri del genere Salmonella a pazienti affetti da melanoma.
Questi batteri vengono riconosciuti dall'organismo come
'invasori' e inducono una risposta 'sistemica' (cioe'
generalizzata a tutto l'organismo). Alcune cellule specifiche
del sistema immunitario (i linfociti T) si attivano e si
preparano a uccidere tutte le cellule infettate dal batterio. E
qui c'e' il trucco ideato dagli scienziati: dopo la
somministrazione per via orale, lo stesso ceppo batterico viene
iniettato direttamente nel tumore, che si infetta. I linfociti
T, quindi, partono all'attacco e uccidono le cellule tumorali
che si sono nel frattempo infettate. Il problema pero' finora
era che questo trucco funzionava per un'unica somministrazione,
infatti il corpo 'si abitua' all'invasore batterico e produce
una risposta che lo blocca azzerando l'efficacia di ulteriori
somministrazioni vaccinali a distanza di tempo, se per esempio
il paziente ha una recidiva o in caso di metastasi. ''Quando si
somministra il batterio oralmente - precisa Rescigno - oltre
alla risposta sistemica si induce una risposta locale, cioe'
l'organismo produce anticorpi a livello del sangue e
dell'intestino che impediscono successivi ingressi dello stesso
batterio'', quindi molteplici utilizzi del vaccino. Col loro
ultimo lavoro pero' anche questo problema e' risolto, gli
scienziati sono riusciti cioe' a perfezionare il vaccino
aggirando il problema della risposta immunitaria locale
attraverso l'utilizzo di un nuovo ceppo di Salmonella che non
induce questa risposta.
''Questo ceppo - spiega Rescigno - non induce la produzione
di anticorpi locali e potrebbe essere re-iniettato,
all'occorrenza, dopo mesi o addirittura anni per scatenare
nuovamente la risposta del linfociti T contro le cellule del
tumore''.
Il gruppo di Rescigno ha inoltre allo studio un secondo tipo
di vaccino a base di batteri ma 'potenziato' inserendo nel DNA
dei batteri un antigene tumorale, cioè una proteina del tumore
riconosciuta dalle difese del corpo come nemica. La risposta del
sistema immunitario potrebbe divenire cosi' ancora piu' precisa
e selettiva. ''Stiamo lavorando - conclude Rescigno - a entrambe
le possibilita' di applicazione della nostra scoperta.
Realisticamente dovrebbero poter essere introdotte nella pratica
clinica nel giro di 5-10 anni''.

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