mercoledì 30 gennaio 2008

ANNIVERSARI: 40 ANNI FA IN VIETNAM INIZIAVA LA GUERRA MEDIATICA

(9Colonne) Roma, 30 gen - Lo si vede bene in "Full metal jacket", capolavoro di Stanley Kubrick, dove tra l'altro viene portata sul grande schermo proprio l'offensiva del Tet. "Una scena chiave del mio film - raccontò il regista stesso - è quella della riunione di redazione dei corrispondenti di guerra in cui un ufficiale della stampa impartisce istruzioni ai suoi uomini. Dice che sostanzialmente esistono solo due tipi di storie da raccontare sul Vietnam. La prima è la storia in cui i duri combattenti spendono metà della loro paga per regalare ai vietnamiti spazzolini da denti e deodoranti, e nella seconda sono rappresentate battaglie in cui si uccidono più vietnamiti possibile, per fare un altro passo avanti verso la vittoria. [...] Questa campagna - spiegò il cineasta - indusse i soldati a mentire di continuo e per tutto il corso della guerra. Il numero dei nemici uccisi venne esagerato. Venivano celebrate delle vittorie, quando queste vittorie erano impossibili [...]. L'offensiva del Tet fu in realtà una sconfitta per i vietcong. Subirono grosse perdite e non raggiunsero i loro obiettivi perché la popolazione nelle città non si rivoltò come avrebbero sperato". Secondo Kubrick, "i vietcon pensavano che sarebbe bastato recarsi in quei luoghi e ci sarebbero state rivolte". Ma, proseguì, "non successe nulla di tutto ciò. L'offensiva fu così un errore. Ma i vietcong non avevano preso in considerazione lo shock che aveva subito l'opinione pubblica americana per la perdita subita in termini di capacità di lotta dal suo esercito. Dopo che per anni erano stati bombardati di false ed esagerate notizie di vittorie, gli americani a casa non si aspettavano un'offensiva del nemico. E così si verificò ironicamente che la disfatta dei vietcong si trasformò in una loro vittoria psicologica".

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